No Report – Cosmo: la magia di Cosmotronic arriva alle Ogr di Torino

“Poi mi, mi volto verso il microfono, dico quello che penso, oggi è San Valentino, mi sento un cretino. Non sono romantico, non sono, non sono delicato, non sono sdolcinato. Vorrei raccontare la verità, non fare danni, vorrei stiracchiarmi, ripensarmi. Vorrei cantare bene al primo colpo, vorrei scrivere una canzone in un minuto, fare tutto in un unico concerto”.

Inizia così la grande festa di Cosmo alle Ogr di Torino, con Bentornato, prima traccia di Cosmotronic, suo terzo album all’attivo. Il brano, che nasce totalmente da un’improvvisazione del cantante, come si intuisce facilmente dalle parole confuse dell’intro stessa, per poi essere limato in fase di realizzazione, grazie all’esplosività della sua natura elettronica, mette subito le cose in chiaro su quello che sarà lo spettacolo a cui stiamo per assistere.

C’eravamo lasciati mesi fa parlando di Ivreatronic e immaginando quale sarebbe stata la svolta musicale nel progetto di Cosmo con Cosmotronic , si direbbe che le aspettative siano state rispettate se non addirittura superate.

Cosmotronic tour,infatti, non è semplicemente un concerto ma un evento simile ad una data da festival, grazie alla presenza dei dj di Ivreatronic come Enea Pascal, che ha aperto la serata, e dei vari ospiti a chiudere la serata suonando fino a tarda notte, nel caso della prima data di Torino del 30 Marzo, l’ospite in questione era Daniele Baldelli.

L’impressione che abbiamo avuto per la serata che abbiamo vissuto è quella di uno spettacolo di altissima qualità, pronto per essere esportato al di fuori dall’Italia sui palchi di tutta Europa, che non ha eguali all’interno del nostro Paese, esattamente quella variazione e quella innovazione che la musica italiana aveva bisogno in anni come quelli che stiamo vivendo.

Ma ritorniamo al concerto, si continua subito forte con “Le voci”, uno dei brani  più conosciuti e apprezzati di Cosmo, il quale al “senti questa!” fa partire un intermezzo di 10 minuti che carica tutto il pubblico della prima delle due date  torinesi sold out, per poi chiudere la canzone e fare esplodere quest’ ultimo definitivamente.

A rendere tutto così magico ci pensa la location delle Ogr di Torino, Officine grandi riparazioni, immenso hangar dello stabilimento nato nel 1895 destinato alla manutenzione delle locomotive, riqualificato e inaugurato nella seconda metà del 2017.

Si passa allora a “Tutto bene”  seguita da “Dicembre”, brano che, come “Le voci”, appartiene al secondo album di Cosmo: L’ultima festa.

Il concerto avanza in un unico flusso, i pezzi sono mixati in sequenza, non si presenta quindi mai un’interruzione musicale e di conseguenza non si smette di saltare.

E’ la volta di “Quando ho incontrato te” uno dei pezzi più pop di tutto il nuovo album e anche uno dei più apprezzati che precede invece “Tristan Zarra” la canzone probabilmente più folle di tutto Cosmotronic, titolo che non ha bisogno di ulteriori delucidazioni.

A questo punto inizia la seconda parte dello spettacolo, quella strumentale, la seconda metà del disco per intenderci, e per Cosmo arriva il momento di posare il microfono e andare in consolle. E’ qui che risiede la vera essenza dell’album quella a cui lui probabilmente tiene di più. Lo stesso Marco infatti ha più volte dichiarato che con la nascita di Ivreatronic è balenata in lui spesso l’idea di dedicarsi solamente al lavoro di dj piuttosto che a quello di cantante, da qui scaturisce evidentemente l’idea del format che caratterizza il suo tour. E’ qui dunque che ci presenta in sequenza “Barbara”, “Attraverso lo specchio”,“La notte farà il resto”, “Tu non sei tu”, “Ivrea Bangkok” e “5 antimeridiane”. Mezz’ora di clubbing in cui, per tenere vivi i meno abituati al genere musicale, ha cantato anche “Le cose più rare” remixata con le tracce dell’album.

Breve pausa, quando ad un certo punto: “Ti ricordi che nebbia, ci ha seppelliti una settimana”, tocca a “Sei la mia città” brano pubblicato da Cosmo già nella prima metà del 2017 e inserito in Cosmotronic, che ha raggiunto ben 3.500.000  ascolti su Spotify.

Prima di concludere mancano ancora all’appello alcune tracce del nuovo album, si continua allora con “L’amore” seguita da “Ho vinto” e “Animali”, canzone quest’ultima i cui  intro e outro sono stati realizzati campionando il “Secondo coro delle lavandaie” di Roberto De Simone, per cui se anche voi vi siete chiesti: “Ma cosa cazzo dicono quelle specie di cheerleader a inizio canzone?” ecco a voi la risposta:

Dopo aver saltato sulle note di “Animali” è il turno della più conosciuta “Turbo” mixata, per concludere, con quella che non può non chiudere un concerto di cosmo: “L’ultima festa”.

Si sa che il terzo album, anche se Caparezza afferma sia il secondo, sia un lavoro di svolta nella carriera di chi fa musica; si cerca quella variazione affinchè  non si risulti scontati rispetto al passato, in questo caso Marco Jacopo Bianchi, in arte Cosmo, ha voluto mettersi in gioco mostrando al pubblico, assumendosene tutti i rischi, un’altra parte della sua personalità artistica, quella più elettronica, più divertente e divertita, quella che forse più gli appartiene, essendo nato musicalmente con i Drink to me, gruppo elettronico di cui era membro, a discapito di quella parte più pop e sentimentale che l’aveva portato alla notorietà.

In un periodo in cui si utilizza la parola “indie” con la facilità con la quale si beve un caffè (per non essere volgare) Cosmotronic era il vaccino di cui avevamo bisogno.

Autore dell'articolo: Giuseppe Fossi