Dardust (Dario Faini) ritratto dal vivo da Andrea Spinelli Art per Nonsene Mag

No Report – Dardust e la sua “electro-classica” alla conquista del Castello Sforzesco di Milano

La musica è anche atmosfera, ma per essere tale ha bisogno di mischiare suoni, emozioni e sensazioni visive: è quello che è successo ieri -lunedì 10 luglio- presso il Castello Sforzesco di Milano, dove si è tenuto il concerto di Dardust, nome d’arte di Dario Faini musicista e compositore con il quale hanno condiviso il palco Marcello Piccinini, Vanni Casagrande con i suoi arrangiamenti elettronici e con Carmelo Patti direttore degli archi.

Dopo una passeggiata sotto la pioggia del tardo pomeriggio, arriviamo all’interno del Castello Sforzesco; a sinistra il palco, molto grande. Il sound check suscita la curiosità dei passanti grazie ai suoni del pianoforte e del trio di archi sul palco che creano un’atmosfera piacevole ed evocativa.

Verso le 21.30 inizia la prima parte del concerto, tutto incentrato sull’album “Slow Is”, sulle note del pianoforte, assieme agli archi e alle percussioni su toni neo-classici, con accenni di elettronica che si mescolano molto bene, creando una melodia che prende fin da subito per via delle dinamiche, a volte più lievi e dolci, altre volte più intense e decise, altre più ritmate e vivaci, il tutto accompagnato dai giochi di luci, dai led sul palco e dalle immagini proiettate sullo schermo che catturano e creano per ogni brano un’atmosfera diversa che lascia quasi ipnotizzati.

Sul quarto brano, dopo qualche parola dell’ideatore del progetto, come ospite speciale entra il sopranista DiMaio, che canta su un brano quasi interamente elettronico; la sua voce si adatta perfettamente all’atmosfera creata precedentemente dagli strumenti e porta a termine la prima parte del concerto.

Dopo i ringraziamenti e gli applausi del pubblico, con la proiezione “Part two. The new loud”, si dà subito il via alla seconda parte, nella quale verranno suonati altri brani appartenenti al progetto della trilogia di tre album, composti sull’asse geografico delle tre città ispiratrici secondo Dario: Berlino da cui deriva l’esordio “7”, Reykjavik, dove viene registrato “Birth” e Londra che sarà la sede di registrazione dell’ultimo disco della trilogia.

Si inizia con ritmo carico e luci che fanno eco alle percussioni; il pubblico viene invitato ad alzarsi e verrà poi conquistato con l’esecuzione di tracce molto più elettroniche e ballabili: infatti, nonostante stia piovendo a dirotto nessuno ha intenzione di andare via, anzi, con la pioggia, le luci che diventano quasi psichedeliche e il ritmo incalzante, quello che si va creando è quasi surreale ma molto piacevole. Come a voler mettere una ciliegina sulla torta, si aggiungono le stelle filanti sparate in aria a conclusione dell’evento.

Nel complesso e in tutta la sua durata, il concerto è una piacevolissima scoperta che mescola in modo armonioso melodie strumentali minimaliste con suoni e parti di elettronica, differenziando il ritmo da traccia a traccia. Nonostante la scaletta sia stata ridotta a causa del maltempo, Dardust ha catturato tutti portando chi ascoltava sia a viaggiare con le sensazioni sia a ballare e saltare sotto la pioggia.

 

Live Report a cura di Federica Fallacara
Live painting a cura di Andrea Spinelli

 

Dardust (Dario Faini) ritratto dal vivo da Andrea Spinelli Art per Nonsene Mag
© Andrea Spinelli 2017 – Durante il concerto è venuto a piovere e ciò ha creato una inaspettata texture multicolore sul ritratto dal vivo.

Autore dell'articolo: Andrea Spinelli

Andrea Spinelli

Caporedattore Sezione ARTE per Nonsense Mag.

Batterista e Live Painter: ritraggo dal vivo i musicisti mentre si esibiscono live. Alcuni tra gli artisti che ho ritratto: Antonella Ruggiero, Daniele Silvestri, Afterhours, Jack Jaselli, Verdena, Levante, Il Teatro Degli Orrori.