No Report – I Demonology HIFI celebrano il loro verbo al Retronouveau di Messina

Demonology HiFi è il moniker dietro cui si celano Max Casacci ed Enrico “Ninja” Matta dei Subsonica, che, nel momento in cui la formazione si è presa una pausa, hanno voluto esplorare il mondo del dancefloor, fondendolo ai ritmi della black music e portando l’elettronica verso nuovi lidi, sicuramente più vivaci rispetto a quelli a cui la scena elettro italiana ci sta abituando di questi tempi. Sicuramente un side project di cui sentiremo ancora parlare. Il duo in questione si è lanciato verso un esperimento tra lo scientifico e lo spirituale. Si definiscono predicatori del groove e ci presentano un album, “Inner Vox”, che esplora vari mondi, dal dancefloor ai ritmi tribali, colorando l’elettronica di un nuovo sound più movimentato (o meglio, riportandola a quella che era negli anni ’90), che ci catapulta sul dancefloor e non ci fa smettere di ballare.

Lo scorso weekend, spinta dalla voglia di vedere il duo dal vivo, sono andata ad ascoltarli al Retronouveau di Messina. Il loro set ha superato le mie aspettative, già altissime. Si comincia tardi, oltre la mezzanotte. Il locale è pieno di curiosi, chissà se conoscitori del progetto o spinti dal passato del duo. La sensazione comune è che non si sappia bene cosa aspettarsi. Entrano quasi in sordina, timidamente, ma arrivati alle postazioni è un’esplosione. Ciò che salta subito all’occhio è la strumentazione presente sul loro “altare”, che vede la presenza di synth e della batteria elettronica, quasi a voler subito evidenziare come si tratti sì di elettronica, ma in gran parte suonata. Il loro è un viaggio, un esorcismo, un rito di purificazione, forse da quell’elettronica piatta e senza ritmo a cui ci stanno abituando nei club, ma che, diciamoci la verità, ha stufato molti.

“Inner Vox” è un album dalle mille sfaccettature, forse dovute anche alla voglia di incontrare molti nomi del sottobosco italiano, come Bunna, Cosmo (sul pezzo più accattivante dell’album), Populous e Birthh. Durante il live abbiamo assistito a una vera e propria messa elettronica dove il ritmo non manca mai, come anche le sorprese. Non è quel tipo di set dove dopo qualche brano ti senti sopraffatto dalla noia. Sei lì, ci stai bene, sai che devi ballare e lo fai. È dance che trae a piene mani dalle radici del genere, rielaborata in maniera originale e moderna, contaminata da vari generi e timbri vocali diversi. I suoni viaggiano tra rielaborazioni di ambient, EDM, house, ma riflettono anche molte contaminazioni prese da jazz, funky e black music. Molti i suoni presi dall’industrial e rielaborati in chiave dance; molti i tempi dispari. A metà set avevo già la sensazione di aver fatto pace con il genere, dopo anni in cui niente aveva destato la mia attenzione, tolti Cosmo e Populous. Durante l’esibizione arrivano un sacco di sorprese, medley dei Subsonica, remix di Bello Figo. Il pubblico è entusiasta.

Che con questo progetto i due vogliano lanciare un messaggio alle nuove generazioni, spingerle a sperimentare, aumentare i BPM e far tornare la gente a ballare e divertirsi? Chissà. Certamente posso dirvi che, se siete stanchi di quei set dai quali uscite annoiati ed assonnati, questo è il risveglio che fa per voi!

La messa è finita, ballate in pace!

Report a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!