No Report – Diodato live al Botanique Festival: pura bellezza

“Pare uno scricciolo e senti invece che voce sa tirar fuori!”…sono queste le prime parole che sento una volta arrivata nei giardini di via Filippo Re a Bologna, dove si sta svolgendo il Botanique Festival. Sul palco, alle prese con il soundcheck, c’è lui, Diodato, che proprio stasera farà conoscere ai presenti il suo ultimo lavoro discografico,”Cosa siamo diventati”.

Complice anche la location, guardandomi attorno vedo persone di ogni età; tantissimi bambini, famiglie, giovani e meno giovani. Il concerto inizia alle 22 esatte. L’entrata da star la lasciamo ad altri, Diodato sale sul palco insieme alla band e a tutta la semplicità che lo contraddistingue. Un bel respiro di concentrazione e si parte. Uomo fragile e Colpevoli aprono le danze. Non c’è tantissima gente, molti sono ancora in fase “birretta e chiacchiere con gli amici” e faticano a farsi avanti, ma è bello vedere la curiosità e l’attenzione delle persone sotto al palco. Con Guai l’atmosfera comincia a scaldarsi, il cantautore appoggia questa volta la chitarra per muoversi un po’ ballando tra i sorrisi complici della band.

Fiori immaginari incanta per la bellezza delle parole accompagnate da una voce fuori dal comune. E’ tempo di presentare anche Laky, la “chitarra  malaticcia”, amica fedele di musica ed emozioni. “Mi si scioglie la bocca quando sto per dirti parole, mi si scioglie la bocca e ho paura si fermi anche il cuore”…e questo timore sorge a molti di fronte alla bravura di Antonio Diodato e a quella sua capacità di saper toccare l’anima di chi ascolta senza filtri, senza remore. Anche i bambini, che hanno preferito abbandonare i giochi e avvicinarsi al palco, hanno la classica bocca aperta dallo stupore, mentre i più spavaldi si lasciano andare ad un “Bravi! Ancora!”.

Si fa un passo indietro, al primo album, con I miei demoni, per poi tornare al presente con le note di La luce di questa stanza, uno di quei pezzi che dal vivo rendono ancora di più. Cosa siamo diventati, brano che dà il titolo al disco, vede un Antonio in compagnia solo della sua amata Laky. Tira molto vento, siamo in un giardino di medie dimensioni, eppure pare di trovarsi intorno ad un focolare tanta è l’intimità che si crea. Sarà colpa di questo disco “strappacuore”, come lo definisce l’artista stesso che si lascia andare a qualche battuta prima di presentare il pezzo successivo, uno di quelli che “quando c’ho voglia improvviso”, un brano di Lucio Dalla, Se non avessi te, ogni commento a questa performance risulterebbe non all’altezza.

Una versione pazzesca chitarra e batteria di Paralisi anticipa la presentazione della band: Alessandro Pizzonia alla batteria, Orazio Nicoletti al basso, Andrea Bianchi alle chitarre elettriche e Lorenzo Di Blasi alle tastiere. Si torna all’album “ E forse sono pazzo” con una canzone, scritta diversi anni fa, alla comparsa del primo Capello bianco, poi la meravigliosa versione di Amore che vieni amore che vai e Se solo avessi un altro che elimina finalmente ogni inibizione nel pubblico, si salta, ci si diverte e, soprattutto, si canta, scaricando tutte le tensioni. La verità porta alla conclusione del live…in attesa del bis!

La pausa è breve, il tempo di un applauso e di uno sguardo complice da “abbiamo fatto bene a venire” e si riparte. Diodato rientra da solo e le parole di Ubriaco strappano un sorriso ai fan storici ed esortano una bimba piccolissima, in prima fila col papà, a sedersi sul palco. C’è spazio per altri due brani, quelli tenuti appositamente per ultimi, gli immancabili. Babilonia fa cantare tutti, anche l’anziano capitato lì per prendere un po’ di fresco e Di questa felicità è la sintesi perfetta di questa serata.

Prendimi l’anima e dille come si fa a non aver paura di questa felicità”.

La felicità di esserci stata, di aver ascoltato un artista che sa farsi voler bene facendo la cosa che gli riesce meglio, cantare, dando voce alle nostre paure, alle notti insonni, al risveglio dopo un temporale, semplicemente e incredibilmente alle nostre vite.

 

Report a cura di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.