No report – Eco Sound Fest 2017

Come da quattro anni a questa parte è tornato a Caprarola (VT) l’Eco Sound Fest , il festival ecologicodella Tuscia. Nata nel 2013, questa rassegna musicale è diventata un imperdibile evento d’incontro per tutti i giovani della zona. La location d’eccezione, le Ex Scuderie di Palazzo Farnese, ha permesso ai ragazzi della Proloco Giovani di creare qualcosa di unico nel suo genere. Raccontarvi l’Eco Sound Fest non è semplice, è una sensazione dietro l’altra, è un’esperienza da vivere, ma posso provare a rendervi almeno l’idea.

L’Eco Sound  è quella cosa che non sai che esiste e che quando la scopri fai una testa così a tutti perché la provino anche loro. E’ come quella serie TV che fino a poco tempo fa avevi visto solo te e che dopo tuo suggerimento ti compiaci che ora la guardino anche i tuoi amici. E’ quel posticino un po’ sperduto dove è d’obbligo andare ogni anno a fine Luglio. L’ Eco Sound è anche “ oh però l’anno prossimo si viene in tenda e si resta tutti e tre i giorni, eh ragà!”. E’ una chicca che in un piccolo paese del viterbese non ti aspetti si possa organizzare, un festival così bello e ben organizzato, ecologico, rilassato e allo stesso tempo esteticamente d’impatto con sculture, colori e luci che dovete assolutamente vivere per capire.

La prima serata si è aperta nel modo più divertente possibile, i Pinguini Tattici Nucleari sono stati i primi ad esibirsi sul palco deliziando anche gli avventori un po’ ritardatari che ancora stavano cenando. Momenti degni di nota: Elio Biffi ha suonato senza maglietta per nostro sommo godimento (Grazie Elio!) e i ragazzi della band hanno apprezzato l’umidità di Caprarola e del parco di Palazzo Farnese, dichiarando di sentirsi a casa,  come in Pianura Padana.

A seguire è salito sul palco Gazzelle, una delle rivelazioni di quest’anno con l’album Superbattito. Maglietta degli Iron Maiden, felpa presa dall’armadio di Calcutta e capello biondo alla Sick Boy,  Gazzelle si è recentemente guadagnato la copertina della compilation Indie Italia di Spotify e come c’era da aspettarsi è stato una delle maggiori attrazioni di questo Eco Sound Fest 2017, buona parte del pubblico ieri sera era lì per lui e per la sua band. Ovviamente non ha mancato di farci ascoltare la sua Non sei tu, mandando in visibilio le sue fan.

And last, but not list il Dj Set dei Planet Funk. Come fan e non come addetta ai lavori la sottoscritta era lì per loro, come credo quasi tutti quelli dai trenta in su.  Ascoltare Alex Neri e compagni dal vivo è stato un tuffo nel passato e nella mia adolescenza. Le male lingue che li volevano ormai arrivati si sono sicuramente dovute ricredere, i ragazzi stanno benissimo e anche la loro musica non è invecchiata neanche un po’. Alex Uhlmann e Dan Black rimangono vocalist da antologia, trasmettendo energia ed emozioni a tutto il pubblico. Ho apprezzato tantissimo il loro ritorno con questo Recall Tour. Chi mi stava vicino ha cantato allo sfinimento, il parco era colmo di gente,  tra polvere e sudore  i primi anni 2000 si sono materializzati davanti ai nostri occhi e non è stato un revival nostalgico, è stato un ritorno all’adolescenza, ai quindici anni di chi come me grazie ai Planet Funk e alla loro musica se li è sentiti nuovamente addosso (magari quindici per gamba, ma pur sempre quindici). Tra i tanti brani non sono mancati i mitici Chase the sun e Who said, chiudendo la serata con un’esplosiva cover di These boots are made for walkin’, mandando tutti a dormire ancora carichi ed elettrizzati.

La seconda serata di questa rassegna musicale improntata sull’ecologia si è aperta con i Namusa progetto nato nel maggio del 2015 con l’intento di promuovere brani inediti. Purtroppo il pubblico delle grandi occasioni che si era presentato per la prima serata non c’è stato durante la seconda, ma comunque chi c’era ha dato ottime e ben visibili manifestazioni della propria presenza soprattutto durante l’esibizione dei Beer Brodaz. Band romana, e più precisamente di Laurentina, che ha piacevolmente sorpreso la sottoscritta. Anche se ero stata preparata da chi li aveva già ascoltati dal vivo, sono stata sicuramente colpita dal grande affiatamento comico e soprattutto musicale che c’è tra Corrado (voce e chitarra) e Max (basso). Certo è che i testi hanno quel non so che di rozzo e spiccatamente romano che li rende irresistibili e ballabilissimi, tanto da far pogare tutto il pubblico fino allo stremo. Lo stesso pubblico che ha addirittura richiesto un bis, cosa che devo dire mi ha colpita lasciata senza parole. Tra le tante suonate dai Beer Brodaz sono degne di nota per coinvolgimento e testi quantomeno esilaranti Rutta Libre, Stasera e Mille Brindisi ( brano per il quale ho riso fino al mal di pancia per una “parolina” che non riesco neanche a scrivere).

A seguire si sono esibiti i Bamboo, gruppo romano che produce drum and bass usando gli oggetti di tutti i giorni, creando grazie a questi oggetti extra-musicali e lontani dalla tradizione musica alternativa e in grado di far suonare proprio tutto.

A chiudere si sono esibiti L’Indièfinito, progetto nato dall’idea di Simone Bravi (batterista dei kuTso) e che coinvolge musicisti provenienti da altri gruppi della scena indie italiana. Tra gli altri ieri ha figurato anche un cartonato a grandezza naturale di Giancane, proprio per non far mancare la presenza di nessuno.

Per la terza ed ultima serata ci aspetta un finale d’eccezione con The Chasing Monster, Dardust, CANOVA e POP X.

A stasera!

Francesca Romana Piccioni

Autore dell'articolo: Francesca Romana Piccioni