No Report – Francesco Motta incendia il Vidia di Cesena

Sono le 22.30 circa quando sul palco sale Maru (Maria Barucco), giovane cantautrice siciliana. Entra timidamente con il suo ukulele, capelli che le coprono gli occhi e un sorriso che, senza bisogno di aggiungere parole, fa capire chiaramente la gioia di essere lì a cantare alcuni suoi pezzi.

Siamo al Vidia di Cesena in attesa di vedere Francesco Motta esibirsi in una delle ultime date del tour che lo ha visto calcare decine e decine di palchi. Un anno pazzesco per il cantautore, vincitore della Targa Luigi Tenco per il miglior album d’esordio 2016 artista indipendente dell’anno per il MEI, grazie a La fine dei vent’anni, il suo primo lavoro da solista prodotto da Riccardo Sinigallia.

Il locale si riempie velocemente ed è bello vedere che, seppur prevalga un pubblico giovane, il range d’età è abbastanza ampio. Le danze prendono il via intorno alle 23.40. Anticipato dai musicisti (Federico Camici al basso, Cesare Petulicchio alla batteria, Leonardo Milani alle tastiere e cori e Giorgio Maria Condemi alle chitarre), il caro Motta arriva sul palco già molto carico e la cosa che subito colpisce è la complicità con la band, strette di mano e abbracci come una sorta di ringraziamento e buon auspicio.

Partenza col botto con Se continuiamo a correreseguita da Del tempo che passa la felicità e  Prima o poi ci passerà, uno dei pezzi più cantati dal pubblico. Motta passa dalla chitarra ai tamburi con una disinvoltura sorprendente ed è ben evidente anche il lavoro minuzioso svolto per quanto riguarda gli arrangiamenti dei brani in versione live.

Poi un pezzo dedicato ai genitori, “anche se sembra poco rock dirlo”,  Mio padre era comunista, prima della quale Francesco chiede se a Cesena si può ancora dire la parola “comunista” e invita, senza peli sulla lingua, gli eventuali presenti di estrema destra ad andarsene dalla sala “perché non si sa mai, la gente non capisce le canzoni spesso”. Lui è così, dice ciò che pensa senza alcuna remora e il pubblico lo apprezza. E’ la volta di Maternità seguita da Sei bella davvero che, come il cantautore continua a raccontare al pubblico, è entrata a far parte della tracklist dell’album grazie a Sinigallia, il quale, con perspicacia, gli disse “conta che se non metti questo pezzo nel disco io e te non ci vediamo più!”… aveva visto lungo e con ragione! Mani in alto e la voce del pubblico che prevale su quella di Motta.

Nella scaletta c’è spazio anche per due brani, Fango e Cambio la faccia dei Criminal Jokers, band di cui Francesco ha fatto parte per dieci anni. “Queste canzoni qualcuno le deve fare e vi assicuro che se non le faccio io non c’è nessuna cover band dei Criminal Jokers in giro per il mondo”. 

La conclusione del concerto si avvicina. “Non sapevo fino a quando li ho fatti che a 30 anni si sta una bomba totale”, è sul finale di questa frase che partono le note de La fine dei vent’anni… “non devi sbagliare strada, non farti del male e trovare parcheggio”, cantiamo tutti a squarciagola esorcizzando la paura di questo tempo che ci sfugge incerto dalle mani.

Se fino ad ora avevamo assistito ad una bomba di concerto, nel bis si va oltre. Roma stasera incendia il Vidia… e anche la caviglia di Motta, che inciampa e si fa molto male. “Ricordatevi di me senza gesso!”. Ma non sarà un imprevisto a frenare questo cavallo pazzo che continua a saltare su una gamba sola, ad avvicinarsi al pubblico e a metterci l’anima anche durante gli ultimi due pezzi, Abbiamo vinto un’altra guerra e Prenditi quello che vuoi. 

Si continua a ribadire che la qualità musicale di una volta non esiste più, che vanno avanti solo gli artisti usciti dai talent, che la gente non va più ai concerti… ma questa sera, su quel palco, si è esibito un artista completo, con anni di gavetta a suonare in giro per l’Italia alle spalle e davanti a lui un pubblico affamato ed entusiasta. Ed è stato bellissimo.

Le ultime date del tour:

16 marzo, Modena. Cantautori su Marte

17 marzo, Roma. Monk

18 marzo, Roma. Monk

23 marzo, Parma. Tracks  c/o teatro Regio

24 marzo, Genova. Crazy Bull

25 marzo, Padova. Pedro

26 marzo, Siena. Teatro dei Rinnovati

30 marzo, Ancona. Klang Festival

31 marzo, Pisa. Deposito Pontecorvo

1 aprile, Milano. Alcatraz

 

Report di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.