No Report – Il Pan del Diavolo torna a Palermo

Finalmente il tour Supereroi de il Pan del Diavolo riporta a Palermo due concittadini d’eccezione: Gianluca Bartolo (alle chitarre) e Pietro Alessandro “Sandrone” Alosi (voce, chitarra e grancassa).

La location è scontata: I Candelai sono sempre pronti a dare il bentornato al duo. Per quelli che non li conoscessero, la loro musica la si può definire con un neologismo titolo di un loro brano, e che rappresenta una sorta di manifesto: FolkRockaBoom (ovviamente immancabile in scaletta). Una commistione di sonorità folk, conuntry e bluegrass, testi evocativi e da cantautori di razza, interpretati con un’energia da rockstar e che si sposano con un’attitudine delta blues che solo dei siciliani espatriati ed erranti avrebbero potuto proporre in maniera convincente.

Le porte aprono già alle nove, per permettere ai più accaniti di puntare alla prima fila. Rientro orgogliosamente nella categoria. Il locale si riempie molto lentamente con la consueta calma palermitana e, nell’attesa, si può fare conoscenza con gli altri fan, accorsi da tutta la provincia, approfittando – novità – dei tavolini messi all’esterno del locale. Anche se si va da soli ad un concerto, ai Candelai si troverà sicuramente qualcuno con cui stare perché la maggior parte dei fruitori rimane quasi una costante al susseguirsi delle band del giro indipendente che passano da questo palco, a dire il vero uno dei pochissimi spazi che in città dà spazio a questa realtà.

Sia nei giorni precedenti al concerto, che dalle chiacchiere in attesa dell’inizio, si percepisce un certo malcontento anche tra i fan della prima ora. Dalla copertina fino al sound passando per l’incisività dei brani, non tutti sono soddisfatti dell’ultimo album, per alcuni si sente troppo l’influenza di Piero Pelù, che ha co-prodotto alcuni pezzi del nuovo lavoro. Nonostante questo si supera il centinaio di spettatori (numero medio per le band indie che suonano a Palermo). Evidentemente, dopo aver sfornato un EP e tre album a dir poco perfetti, i fan perdonano un’eventuale defaillance. Ma si aspetta la conferma del palco per il verdetto finale.

Si fanno quasi le undici e mezza e finalmente i nostri supereroi salgono sul palco, acclamati dal pubblico che gli urla un caloroso “bentornati a casa”. Loro ringraziano iniziando a schitarrare Blu Laguna e far ballare e saltare la platea.

La scaletta, per tranquillizzare quelli che hanno apprezzato meno l’ultimo album, è ben amalgamata con brani di tutti gli album, e persino il cavallo di battaglia dell’EP di esordio: Coltiverò l’ortica. Non mancano comunque quasi tutti i pezzi più riusciti dell’ultimo: Supereroi, Strisce, Messico, Aquila solitaria, L’amore che porti, Sempre in fuga, Tornare da te. E Mondo al Contrario scritta con Toffolo de I Tre Allegri Ragazzi Morti, durante la quale Alosi indossa la famosa maschera del gruppo, per poi lanciarla tra la folla: trofeo ambitissimo.

La scaletta procede concitata e scandita dai colpi di grancassa, col pubblico trascinato dalle emozioni e dall’energia che il duo riesce a trasmettere. Da questo si capisce quanto Alessandro e Gianluca siano dei grandi musicisti, non è per nulla facile e scontato per una band composta da soli due elementi tenere il palco e far scatenare il pubblico come una formazione con più elementi e strumenti. Nella foga Alessandro rompe una Gibson acustica suonando e si scheggia anche un dente, ma sdrammatizza «È anche questo il rock’n’roll».

Non mancano grandi classici, presi dai precedenti album, come Sono all’osso e Scimmia urlatore. Ma il momento più alto e di maggiore emozione si è raggiunto con Africa e Mediterraneo. Gran finale per il bis con Vivere Fuggendo, Pertanto che fa esplodere I Candelai, per poi salutare il pubblico con Gravità Zero.

Ora, che l’ultimo album possa non convincere è legittimo. Ma resta la certezza che un live de Il Pan del Diavolo è sempre uno dei concerti più potenti e coinvolgenti a cui possiate assistere.

 

Autore dell'articolo: Faber Di Giovanni