No Report + Interview – Gli O_R_k a Catania incendiano Zo in un live che sa di miracolo!

Il 10 Marzo scorso gli O_R_k, la super band formata da Lef (Obake, Berserk!), Carmelo Pipitone (Marta Sui Tubi), Colin Edwin (Porcupine Tree) e Pat Mastelotto (King Crimson), è approdata a Catania, in un concerto evento accolto quasi come un miracolo dalla città. Inutile dire che la sala era stracolma e straripante di gente in ogni angolo.

Report e intervista di Egle Taccia

Il live degli O_R_k da Zo a Catania è stato carichissimo! La batteria sembrava uno strumento di precisione, la chitarra di Pipitone colorava tutto con suoni incandescenti, la voce e il basso suonavano da far paura, in un’onda che si spostava dal metal, al math rock e alla psichedelia elettronica.

La sintonia tra i musicisti era evidente, tra loro scherzavano, si lanciavano sguardi d’intesa. Mentre gli italiani giocavano con i due miti del rock al loro fianco, prendendoli in giro con improbabili traduzioni dei loro interventi, gli altri due se la ridevano divertiti. L’entusiasmo per quello che stavano portando in scena era palpabile.

La sala era così piena che spesso hanno scherzato sul fatto di sentirsi come in quei programmi televisivi musicali di una volta, dove le band si esibivano in mezzo alla gente, in studi televisivi super affollati.

Per noi che eravamo lì ad osservarli stupefatti, il live è stato qualcosa di memorabile, soprattutto perchè Catania è una città, che a causa della sua collocazione geografica, non riceve molte visite dai grandissimi della musica mondiale e che quindi si è mostrata visibilmente emozionata nell’accogliere i mostri sacri della band, Colin Edwin dei Porcupine Tree e Pat Mastelotto dei King Crimson.

Lef e Pipitone al loro fianco sono stati due leoni, segno che la nostra Italia, a discapito di quello che ci vogliono far credere le radio, è piena di talenti eccezionali.

Prima del live ho avuto la gioia e l’onore di scambiare quattro chiacchiere proprio con la quota italiana della band, Lef e Pipitone.

Mi raccontate come è nato il progetto?

Carmelo: Bella storia. Dal mio punto di vista è iniziato tutto quasi per caso, nel senso che Lef ha fatto il lavoraccio sporco inglobandomi in questo progetto. Visto che già aveva a che fare con Pat mi ha chiesto se volessi partecipare a questo progetto particolare e vedere cosa ne potesse uscire fuori. Mi ha chiamato e mi ha detto questa cosa, tra l’altro ero in Sicilia quel giorno lì, e la mia risposta è stata un mandarlo a fanculo subito, con un “ma va’ a cagare non è vero”. Invece è una cosa solida a quanto pare, perché lui, collaborando con loro due in altri progetti, aveva dei contatti già consolidati, mentre io sono semplicemente il novellino della situazione.

Considerato come è stato accolto da critica e pubblico, penso che ormai non lo consideriate più un side project se mai lo è stato per voi…

Lef: È iniziato in modo molto istintivo. Io e Carmelo abbiamo iniziato a creare degli sketch, dei piccoli pezzi chitarra e voce, per far capire a Colin e a Pat cosa avevamo in mente e sin da subito ci siamo resi conto che c’era una grande elettricità, anche se ci stavamo ancora tutti e quattro annusando. Pat era in tour con i Crimson e comunque rispondeva ai pezzi che mandavamo immediatamente. Erano presi abbastanza bene, infatti nel giro di pochi mesi abbiamo imbastito le strutture che sono finite sul disco. Da lì è stato tutto un turbinio di eventi. Abbiamo fatto una trentina di date in giro per l’Italia e l’Europa, poi siamo andati in Argentina, Cile e Messico e da lì ci siamo resi conto che la chimica era troppo forte. Abbiamo fatto subito il secondo disco, che è uscito da poco, e ora sul palco ci rendiamo conto che è una band a tutti gli effetti, non è più un side project. No?

Carmelo: Assolutamente no! Effettivamente sta iniziando a prendere bene un po’ a tutti, nel senso che poi si vuole continuare. Nel frattempo abbiamo già preventivamente registrato delle altre cose che usciranno a breve, proprio perché cerchiamo di canalizzare tutto il nostro entusiasmo il prima possibile.

Lef: Perché poi il nostro entusiasmo da due pischelli italiani è niente in confronto a quello di questi due signori, che sono poi parte di una certa storia di musica e che in certi momenti hanno anche tre volte il nostro entusiasmo. Soprattutto quando finiamo i concerti, ci siamo noi che siamo stanchi morti e non riusciamo neanche a guardarci in faccia, ci abbracciamo per sorreggerci e non cadere per terra, e c’è Pat che invece è super energico e già ti dice che domani vorrebbe provare una cosa nuova…

Carmelo: …e tu invece in quel momento vorresti semplicemente morire!

E voi come vi siete sentiti la prima volta che siete saliti sul palco con loro?

Carmelo: Lui probabilmente è più abituato ad avere a che fare con musicisti di un certo tipo; per me era la prima volta ed ho avuto dei problemi seri, anche di concentrazione.

Lef: E’ un modesto del cavolo! In realtà è stato super elettrico da subito, è stato il Carmelo che tutti conosciamo dal primo momento.

Carmelo: Dopo mi sono anche fatto pigliare bene, perché poi a un certo punto subentra il pilota automatico.

Lef: Carmelo è l’animale che noi tutti conosciamo, per cui dal momento in cui abbiamo cominciato a suonare, ha staccato il cervello e ha cominciato a fare il Carmelo ed è andato tutto alla grande.

Una curiosità. Visto che appartenete tutti ad aree geografiche diverse, come nascono i brani?

Lef: La maggior parte dei brani nasce da idee che o io e Carmelo mandiamo agli altri e gli altri rimandano indietro a noi, in un botta e risposta; oppure ci sono altri brani che sono nati da idee di Colin o di Pat e di cui poi, dopo averli imbastiti nei vari botta e risposta tra tutti noi, io assemblo le varie parti, produco i pezzi, aggiungo le mie voci, poi le cambio e le ricambio. È una cosa abbastanza immediata! Con noi funziona molto bene, anche se siamo in aree geografiche diverse è come se fossimo tutti nello stesso studio.

Avete un aneddoto o qualche ricordo speciale delle registrazioni dell’album?

Lef: Durante queste registrazioni no, ma durante le prime registrazioni c’è stato un bell’episodio. È stato il momento in cui abbiamo deciso il nome della band, “O_R_k”, e praticamente eravamo io e Carmelo, in questa via abbastanza famosa di Bologna, piena di barettini, il Pratello, ed eravamo tanto ubriachi. C’eravamo bevuti una quantità infinita di tequile, non per colpa mia, ma per colpa sua. All’apice dell’ubriachezza Carmelo salta fuori dicendo: “ieri ho visto un documentario”! Ha trasformato la faccia, sembrava Alberto Angela, io pensavo: “Caspita sono ubriaco e lui mi parla di documentari”, e lui proseguiva: “Ho visto questo documentario sulle orche e c’è stata questa frase bellissima :“Orche il trionfo del pragmatismo sullo stile”. Questo deve riguardare la nostra band”. Io ho risposto: “Cazzo, bellissimo!!”. E così da ubriachi ci siamo convinti che dovevamo ricordare questa frase nel progetto. In realtà O_R_k non significa orche, però riassumeva un po’ quel momento alcolico e ipnotico.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!