Lumi

No Report – Lumi: melting pot di archi ed elettronica dalle sfumature dream pop

Il trio Vittorio Auteri-Giulia Russo-Giorgia Reitano, al secolo lumi, si è esibito al Centro Culturale Zo di Catania

 

Il catanese medio amante dei concerti, al momento non può di certo lamentarsi, poiché in città diversi collettivi si muovono con grande impegno a favore dell’intrattenimento musicale, puntando anche sulla varietà della proposta, oltre che sulla qualità. Ebbene, ieri sera proprio questi due elementi assieme caratterizzavano la proposta di Rivoluzione culturale/Reverb, ossia lumi, il progetto di Vittorio Auteri, Giulia Russo e Giorgia Reitano.

Lumi è una creatura delicata, dal respiro rarefatto e sottile, capace di toccare le corde interiori degli animi sensibili ed aperti a lasciarsi trasportare dal suo flusso.

L’ensemble ha il suo fulcro sulla console di Vittorio, mente del progetto, il quale si avvale dell’elettronica per costruire stringhe e loop che si fondono tra loro, amalgamati pure col suono più classico del piano. Ad arricchire la scena sonora, caratterizzata talvolta pure da beats dalle sfumature dream pop, i due violini riverberati di Giulia e Giorgia, i quali creano tessiture che s’intrecciano tra loro e si fondono con le sonorità sintetiche persistenti, in un melting pot dalle sfumature trasognate ed in costante bilico tra la musica classica e l’ambient.

Lo stage aveva una grande immagine fissa – che è pure la cover dell’album – proiettata in background, ma di buon effetto scenico, la quale contribuiva sicuramente ad entrare nel mood delle sonorità, agevolando l’ingresso in quel territorio immaginifico narrato con il linguaggio dei suoni.

I tre musicisti non distoglievano mai lo sguardo dalla loro strumentazione e dalle partiture, nemmeno un cenno di capo per accennare un ringraziamento alla conclusione di ogni brano, segno dell’alta concentrazione necessaria ad immergersi completamente all’interno del flusso sonoro, trascinando con loro pure gli astanti. Soltanto alla fine, dopo il bis, luci chiare sul palco hanno mostrato i lineamenti dei tre esecutori non più contratti ma sorridenti, mera esternazione della resa positiva del concerto, il quale ha avuto pure un buon riscontro di pubblico.

Per coloro i quali volevano continuare l’esperienza della serata sul divano di casa propria, al classico banchetto di fine concerto era pure disponibile il primo LP di lumi, dal titolo “The Day I Surrendered”, ascoltabile pure su Spotify. Gli altri, invece, rimarranno in attesa di un nuovo concerto a Catania o altrove, per il quale sono auspicabili ulteriori sperimentazioni ed intrecchi sonori, che sono l’anima pulsante di questo peculiare progetto.

 

Autore dell'articolo: Fabio Longo

Fabio Longo
Fabio è un informatico che è pure musicista. A volte dice che è un musicista che nel tempo libero fa l'informatico, mentendo. Crede fermamente che un critico musicale non possa esserlo fino in fondo se non conosce bene la materia, da qui la sua missione di recensire concerti.