No Report – Il Management del Dolore Post-Operatorio al Retronouveau di Messina

Lo scorso 15 aprile l’uragano Management del Dolore Post-Operatorio si è abbattuto sul Retronouveau di Messina, portando sullo Stretto un live dai suoni potentissimi e ricercati.

La nuova formazione, che vede anche la presenza della band IMuri, è approdata in terra sicula per presentare il nuovo album “Un incubo stupendo”, che spazia tra suoni ricercati e testi incisivi in puro stile Management. Sul palco la band è di cinque elementi. La voce di Luca Romagnoli è accompagnata da basso, batteria e ben due chitarre, che sono le vere protagoniste dello spettacolo, artefici di suoni aggressivi e molto potenti, scagliati contro il pubblico a volumi altissimi, ma neanche per un istante fastidiosi. La voce è sì valorizzata, ma anche colorata e sostenuta da esplosioni di puro rock, che fanno ben sperare sulla sopravvivenza del genere nel nostro Paese. Anche i brani più pop hanno un impatto sonoro notevole e si colorano di un’aggressività che nelle registrazioni non era emersa. Il resto ce lo mette il locale, uno dei migliori di tutta la Sicilia a livello sonoro e umano.

Si parte con 4 brani in fila e senza pausa. Aprono le danze “Il mio corpo”, “Una canzone d’odio”, “La pasticca blu” e “Vieni all’inferno con me”, poi finalmente Romagnoli comincia ad interagire col pubblico dicendoci che sul palco sono soliti regalarci la loro anima e dedicando “Amore Borghese” al Retronouveau, locale molto caro alla band. Luca introduce “Il vento” dedicandola a chi non si accontenta, a chi sta aspettando qualcosa di più dalla vita, per poi anticipare “Visto che te ne vai” con il suggerimento di stare alla larga dalle persone negative, che ci fanno solo perdere tempo.

Poi, dopo la bellissima “Norman”, tanto cara alla Sicilia, visto che fu ispirata dalla storia del palermitano Norman Zarcone, dottorando in filosofia morto suicida a causa dell’impossibilità di trovare posto nell’ambiente accademico, Romagnoli fa un interessante discorso sulle mode della musica, a cui loro non sono mai stati interessati, criticando tutti coloro che vanno ai concerti per farsi male e che si sentono grandi se tornano a casa con un piede rotto. Dopo aver stigmatizzato il pogo violento e le droghe, dicendoci che oggi non importa a nessuno di morire giovani, chiedono al proprio pubblico di fare l’amore a fine concerto, piuttosto che picchiarsi durante. È il momento dei singoli più attesi dell’ultimo album “Esagerare sempre” e “Naufragando”, brano sul quale la platea è letteralmente esplosa, colorando il locale con le luci dei telefonini, tutti in aria per accompagnarlo.

Si ritirano e dopo un’acclamazione per i bis, tornano ancora più carichi, per presentarci la parte più tirata del live, in cui il Retronouveau è stato letteralmente messo a ferro e fuoco dalla band. E così, in una corsa finale, si passa da “Pornobisogno” ad “Auff” per poi ricordarci che tra le bombe, i missili e le dichiarazioni di guerra degli ultimi giorni è arrivata Pasqua, facendoci gli auguri prima di salutarci con “Per non morire di vecchiaia”, “Oggi chi sono” e il loro inno “Lasciateci divertire” ed emozionando con ringraziamenti inaspettati.

I MaDe DoPo sono tornati più in forma che mai e noi ne siamo davvero entusiasti.

Un ringraziamento speciale va ai ragazzi del Retronouveau di Messina, uno di quei locali dove la musica viene sempre al primo posto e si sente, locale che mi accoglie sempre con immenso affetto.

Report di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!