mary in june

No Report – Mary In June a Catania: volumi potenti e tantissima energia

Lo scorso 13 gennaio i Mary in June si sono esibiti al Centro Zo di Catania all’interno della rassegna Reverb. Per chi ancora non li conoscesse si tratta di una band romana formatasi nel 2010, che dopo il suo esordio con l’ep “Ferirsi”, ha pubblicato nella scorsa primavera il primo full lenght “Tuffo” che vede Giorgio Canali alla produzione.

Entrando nella sala si viene subito colpiti dalla copertina dell’album che campeggia dietro il palco, raffigurante l’improbabile tuffo di una ragazza seminuda. L’apertura del live e l’ingresso della band sono state introdotte da suoni che ispirano elettroniche meditazioni zen, che niente però avevano a che vedere con i suoni che da lì a poco ci avrebbero travolti, aggressivamente dosati per colpire immediatamente l’attenzione e far balzare tutti in piedi dalle sedie.

La band invita sin da subito il proprio pubblico ad alzarsi e a lasciare la comodità delle tribune per avvicinarsi al palco, invito che viene accolto con entusiasmo.

Il live è un susseguirsi di brani potenti, dai contorni post rock e post punk con qualche sfumatura hardcore, arricchiti da un bel gioco della voce con gli strumenti, forse un po’ penalizzato dall’esagerato volume dei suoni.

La band ha una certa originalità stilistica, che si discosta dai suoni attuali e che probabilmente è l’elemento che le ha permesso di farsi largo tra le numerose band che si affacciano sulla scena indie, soprattutto quella romana, grazie anche al lavoro alla produzione di Giorgio Canali, la cui impronta è percepibile in numerosi brani.

Tra il pubblico sono in molti a conoscere a memoria le canzoni della band, tra le quali certamente spicca “Combustibile”, una traccia che ha una potenza descrittiva molto interessante, accompagnata da un sottofondo incessante di chitarre. Ci regalano molti brani di “Tuffo”, ma anche qualche rivisitazione di pezzi estratti da “Ferirsi”, come la riarrangiata “In fondo al mare”.

Credo che la cosa che più attira l’attenzione, assistendo a un live della band per la prima volta, siano proprio i suoni, che vengono nettamente scagliati sul pubblico, il quale ha risposto con qualche accenno di pogo, mentre il frontman si divertiva a balzare su un cubo di legno posto di fronte alla batteria, sulla cui cassa spesso si arrampicava.

A fine serata, immancabile, il ringraziamento nei confronti di Giorgio Canali, che ha indubbiamente dato una marcia in più al progetto.

Abbiamo assistito a un bel live super carico di una band promettente, di cui sentiremo parlare certamente a lungo.

Egle Taccia

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!