No report – Il rock firmato Nadàr Solo

Hai presente quando ti trovi ad un concerto, ascolti una band per la prima volta e ti senti alquanto stupida perché ti domandi come sia possibile tu non li sia mai andati a vedere prima? Ecco, questa è la sensazione che ho provato di fronte ai Nadàr Solo, in tour per promuovere il loro sesto album, Semplice. Bravi musicisti, testi essenziali, ma mai banali e presenza scenica notevole.

Siamo all’Isola Club di Chiaravalle, un locale che, a piccoli passi e con grande dedizione, sta cercando di farsi conoscere. La provincia non aiuta e, come molti luoghi nati per altri scopi, necessita di qualche miglioria, soprattutto a livello acustico, ma ha grandi potenzialità e ci si augura possa contare presto su una scaletta live densa di appuntamenti.

Il concerto inizia intorno a mezzanotte. La gente è poca e fatica a raggiungere le prime file, nonostante l’energia che si diffonde subito dal palco e l’invito di Celona (quarto Nadàr, chitarra e piano, in questo “Un Semplice tour”) ad avvicinarsi.

Primo pezzo in scaletta “Marco”, “questo è un disco che non ha paura di avere paura” e si sente, partenza col botto che continua con “Diamanti” e quella valigia di sogni che non si chiude mai… chi di noi non ne ha una? Si continua con “La vita funziona da sé”, “Cattivi pensieri” e il brano che dà il titolo all’album, “Semplice”. Il freddo presente all’apertura del locale comincia decisamente a scemare lasciando il posto al desiderio di muoversi, ballare e cantare.

E’ la volta di “Splendida idea”, “Le case senza le porte” e “Aprile” che, complice sicuramente anche il video,  conoscono in tanti ed è bella l’atmosfera che si crea. Dal palco Matteo De Simone ringrazia più e più volte, stupito e sinceramente contento di ogni applauso ricevuto. Su quel palco, oltre alla sinergia e alla volontà di fare bene, c’è soprattutto la voglia di suonare, come se non se ne potesse fare a meno, e questo si avverte.

Si prosegue con “Non conto”, la meravigliosa “Cara madre”, “La ballata del giorno dopo” e la toccante “Weekend” (per quanto mi riguarda uno dei pezzi più forti di questo ultimo album). E’ il momento in cui, in teoria, la band dovrebbe uscire per poi rientrare per il bis e qui si crea un simpatico sketch in cui Celona abbandona il palco e si “traveste” da fan incitando il resto del gruppo a proseguire. Tra Matteo De Simone, Federico Puttili, Andrea Dissimile e Daniele Celona c’è una bella alchimia in cui sorrisi e sguardi d’intesa la fanno da padrona.

Il bis parte con “Il vento”, cantata nell’album con Pierpaolo Capovilla. E’ il momento di “Acqua”, pezzo di Celona, anticipato da una breve premessa di Matteo in cui racconta degli anni di gavetta in cui già cantavano insieme questa canzone. D’altronde si sa, a Torino la scena indipendente degli ultimi anni ha sfornato talenti su talenti e la differenza  la fanno proprio l’amicizia e lo spirito di partecipazione, del “tutti suonano con tutti”.

Gran finale con “I tuoi orecchini” e “Non volevo”, anche se oramai il pubblico è talmente carico che si potrebbe andare avanti per un’altra ora!

Avevo già letto e sentito dire che questi Nadàr Solo sul palco “spaccavano” e posso confermare che le aspettative sono state pienamente soddisfatte. Quando esci da un concerto canticchiando proprio quei brani che fino a poco prima neanche conoscevi e continuano a risuonarti dentro anche nei giorni successivi, vuol dire che qualcosa ha lasciato il segno.

Questi ragazzi hanno la capacità di saper raccontare storie d’amore, di vita, di dolore con grande maturità, ma senza girarci troppo attorno, e questo arriva diretto, forte e chiaro.

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.