No Report – Il racconto del Sei tutto l’indie fest volume II

Anche quest’anno NonSense Mag è stato media partner del Sei tutto l’indie fest, per la seconda edizione del festival della community che, da sempre, sostiene e promuove i nuovi artisti.

La prima edizione del fest, svoltasi anche l’anno scorso al Monk, vedeva una scaletta popolata di artisti giovani ma abbastanza conosciuti e con un discreto seguito, tra cui Mòn, il misterioso Cambogia (che si scoprì essere un esperimento per dimostrare come le dinamiche dell’attuale mondo musicale siano fondate sull’hype piuttosto che sul contenuto), Pinguini Tattici Nucleari; la scelta di quest’anno, invece, è ricaduta su artisti (almeno per me) quasi totalmente sconosciuti. E questa scelta non fa che confermare come i ragazzi di Sei tutto l’indie siano in prima linea con i fatti e non a chiacchiere nello scovare, promuovere e far conoscere nuovi artisti; sul palco del Monk sono saliti Federico Fabi, GastoneOmbre Cinesi, Gigante संगीतGeneric Animal, I Giocattoli e, a concludere la serata, il dj-set di SAN DIEGO.

Come già lo scorso anno, la proposta musicale è arricchita dalla presenza di illustratori, nel segno della rubrica “indie segni” portata avanti dai ragazzi di Sei tutto l’indie attraverso la loro pagina facebook: AnchetuLil, Alfio Martire illustrator, Andy Ventura, Miocardio, Monex e Tutti I Miei Disegni Inutili.

Tanti i meriti da tributare a Gian Marco e Giuseppe, mente e corpo dell’evento: innanzitutto la scelta di rispettare i tempi e far iniziare la serata puntualissima, nonostante il locale non fosse ancora molto popolato; il doppio palco, così da evitare le attese per la sistemazione degli strumenti tra un artista e l’altro e, naturalmente, la scelta di restare fedeli alla propria missione e rischiare piuttosto che puntare sui nomi da sold out assicurato in prevendita.

 

Ma passiamo alla musica: il primo artista a salire sul palco è stato Federico Fabi che, purtroppo, abbiamo perso a causa del traffico della capitale; sicuramente l’artista più misterioso della serata, salito sul palco con cappellino da pescatore ed occhiali da sole a celarne l’identità, chi era presente ne parla con toni entusiasti, lo riascolteremo alla prima occasione!

Gastone ha iniziato a scaldare l’atmosfera con le loro sonorità interessanti che avevamo già scoperto in occasione di Indie is Agio 4.0; i primi a riuscire a far muovere il pubblico sono stati gli Ombre Cinesi e la loro musica electro-rock.  Gigante संगीत, che proprio durante il festival presentava per la prima volta a Roma il suo EP Himalaya, è stato sicuramente uno dei progetti più maturi a calcare il palco del Monk; Gigante, con il suo ukulele, ha portato un’atmosfera mitica fatta di suoni quasi folk mescolati all’elettronica e alla new wave, il tutto avvolto dalla sua voce profonda.

L’esibizione di Generic Animal è stata quella accolta con più bramosia dal pubblico, complice anche l’annuncio, nelle ore precedenti al concerto, che con lui si sarebbe esibito Pretty Solero, e quella che ha portato sul palco il set più minimale con un pop con contaminazioni hip-hop; gli ultimi ad esibirsi sono stati I Giocattoli che, come Gigante, hanno proposto un progetto maturo fatto di testi a volte malinconici, suoni puliti e una voce femminile molto convincente.

La serata si è conclusa sulle note del dj set di  SAN DIEGO, che ha fatto ballare la platea sulle note del nuovo it pop.

 

Se proprio volessimo trovare un neo in tutta la serata c’è da dire che gli artisti proposti, tranne rare eccezioni, si assomigliavano un po’ tutti, tutti sul filone Calcutta-Gazzelle-TheGiornalisti wannabe, segno dell’appiattimento della proposta musicale degli ultimi tempi, ma che dall’altro lato permette, a chi se ne discosta un po’, di emergere dalla massa.
Tirando le fila della serata, sicuramente il secondo Sei tutto l’indie fest è un evento riuscito e che ha palesato con ancora più forza, se ancora dovesse essercene bisogno, come i ragazzi di Sei tutto l’indie siano, da sempre, promotori di novità.

Autore dell'articolo: Giorgia Molinari

Giorgia Molinari
Nasce nello stesso paese di Martufello, dove cresce mangiando crostatine alle visciole. Scegliendo di seguire i sogni, si iscrive ad Archeologia innamorandosi della preistoria anatolica. La vita da pendolare non fa per lei: impacchetta la sua roba e approda a Rebibbia insieme al pappagallo Rio; a casa giù torna spesso, ché 90km son troppo pochi per fuggire davvero. Vorrebbe essere una bolla di sapone, crede di essere una volpe selvatica, in realtà cerca di fare tutto incastrando vita e accolli.