No Report – The Chemical Brothers sul palco delle OGR di Torino

35.000 metri quadrati di cui 2.700 di area mostre. 100 milioni di euro investiti nella ristrutturazione per mano della Fondazione CRT. 1.000 giorni di cantiere. Le Officine Grandi Riparazioni hanno tutti i numeri per diventare una realtà importante non solo nel presente, e nel futuro, della città di Torino, ma anche e soprattutto a livello internazionale. Da officine di riparazione dei treni a officine di creatività e idee dove mostre, arti performative, eventi, concerti e un concetto di ristorazione e mixology del tutto rivisitato sono di casa. Arte a 360 gradi in una struttura con pianta ad “H” che mantiene elementi architettonici tipicamente industrial: mattoni a vista e un mix perfetto di ferro e cemento.

Durante l’OGR Big Bang, delle prime due settimane di ottobre, si sono alternati sul palco delle officine nord artisti come Elisa, Ghali, Omar Souleyman e pilastri della musica elettronica del calibro di Giorgio Moroder, Kraftwerk e  The Chemical Brothers.

Nella serata di sabato 14 ottobre è stato il dj Nathan Detroit, con i suoi remix trip hop e deep house, ad aprire il dj set di questi ultimi scaldando, per una quarantina di minuti, la folla in trepidante attesa del duo britannico composto da Ed Simons e Tom Rowlands. Pionieri del big beat insieme a Prodigy e Fatboy Slim, The Chemical Brothers si sono esibiti per più di due ore spaziando tra le infinite sfumature dell’elettronica: techno, dub, break beat e house, solo per citarne alcune. Un crescendo travolgente costruito di sonorità dal ritmo incalzante, pulsante – di quelle da chiudere gli occhi e lasciarsi trascinare via – esploso con Go ed Eml Ritual, brani tratti dall’album del 2015 Born in the Echoes. La scenografia minimal, costituita da fumo diffuso per tutta la durata della performance e strobo alternati a fasci compatti di luce colorata, ha fatto il resto dando l’impressione che il palco fosse come sospeso sul parterre. Mani al cielo e sonori applausi da parte del pubblico partecipante ed entusiasta. Una performance destinata a restare nella storia musicale della città, una Torino che dopo tanto lottare per scrollarsi di dosso la nomea di “Tanto c’è solo la Fiat”  sta mostrando al mondo quali gemme possano nascondersi sotto un cielo grigio metallico imponendosi nel panorama internazionale con eventi come il ToDays Festival, il Club to Club e, vivamente ci auguriamo, con le nuove esclusive proposte delle OGR.

Autore dell'articolo: Marianna Bottero

Marianna Bottero

Cuneese di nascita, torinese d’appartenenza. Frequento il biennio della scuola Holden di Torino. Mi occupo di storytelling come scrittura e fotografia.
Dal 2011 scrivo di birra artigianale e ho collaborato con il mensile gustoSano, con Pam Local supermercati e con il portale online Giornale della Birra. Nel 2016 ho pubblicato “Guida all’apertura di un beershop” in collaborazione con Lelio Bottero.

Adoro mangiare e bere bene, i gatti, la musica, i film documentario, Diane Arbus, Torino, la nebbia a Torino e camminare a piedi scalzi.