Veivecura

No Report – Veivecura: nuovo album e nuove escursioni sul panorama elettro-pop al Ma

I Veivecura hanno presentato il nuovo album “ME+1”, in occasione del loro concerto al MA, organizzato da Rocketta Booking

 

Cominciamo col dire che, se dovessimo stilare una lista dei musicisti del tessuto indie attuale, dei quai la Sicilia possa e debba vantare la maternità, sicuramente troveremmo ai primi posti Davide Iacono e la sua creatura “Veivecura”.

Eclettico polistrumentista, negli anni – sin dal 2010 – Davide ha costruito pezzo per pezzo una piccola orchestra, composta da amici musicisti fidati, assieme ai quali è riuscito a creare sempre concerti di alta intensità emotiva. E’ il classico musicista che sarebbe benissimo in grado di farlo persino da solo, davanti al suo piano ed il microfono, delegando tutto il resto ad un sequencer. Ma così, ovviamente, sarebbe tutto troppo semplice e non darebbe l’idea di un ensemble che si esibisce; si sa, tanto più deleghi all’elettronica, tanto più disumanizzi un concerto. Per questa ragione, lo si è quasi sempre visto esibire coadiuvato dal chitarrista Salvo Puma e da Salvatore Scucces allo Xilofono e al clarinetto. In occasione del suddetto live, per la prima volta è stato aggregato alla formazione pure il batterista Milo Isgrò – sezione di cui finora si era sempre fatto carico lo stesso Davide Iacono.

C’è da dire che, gli album sfornati in sette anni di attività – ben quattro, escluso un remix – si sono ritagliati una buona fetta di consensi nel panorama dreampop, con il loro sound carico d’atmosfera e pathos di SigurRossiana intensità. In particolare il penultimo album “Goodmorning Utopia”, un vero capolavoro di rarefatta e raffinata emotività, dispiegato in nove tracce.

In occasione del concerto al Ma, lo stage era adornato da una palma ed una cicogna luminosi, i quali conferivano al palco un aspetto di psichedelica stravaganza, al di sopra dei quali campeggiava, proiettato sul tendone sullo sfondo, il titolo del nuovo album: “ME+1”. I quattro musicisti erano distribuiti sullo spazio dello stage come segue: all’estrema sinistra operava Salvatore Scucces alla sezione Xilosynth/Korg MS 20/clarinetto, al centro la batteria col già citato Milo Isgrò, cui seguiva Salvo Puma alla chitarra e Davide Iacono all’estrema destra; quest’ultimo col suo solito piano, una tastiera Korg ed un Octapad (col quale arricchiva ulteriormente la sezione ritmica).

Detto ciò, è arrivato il momento di esprimere le impressioni riguardo il live di presentazione del nuovo album, che ancora non avevamo avuto occasione di ascoltare (eccettuato per la traccia “Too Late” ascoltabile su Youtube): impressione comune – che ha lasciato decisamente disarmati coloro i quali conoscevano i precedenti lavori della band – è che i Veivecura abbiano deciso di mettere da parte le sonorità e vie arrangiative che finora li avevano caratterizzati, per rilanciarsi verso dimensioni decisamente più pop e filo mainstream.  

Coloro i quali identificavano in loro quelle atmosfere diradate e trasognate che lasciavano col fiato sospeso, si sono ritrovati decisamente spiazzati e sul punto di ricollocarli in altro genere nel panorama musicale indie. Non ci è dato sapere se questo nuovo approccio alla musica sia stato frutto di una nuova inclinazione naturale di Davide Iacono, oppure se sia stata una mera riorganizzazione con l’intento di acquisire nuovi consensi nel tessuto elettro pop; fatto sta che quella sul palco del Ma è sembrata un’altra band, eccettuato per i momenti in solo di Davide Iacono – che da sempre hanno caratterizzato quasi tutti i live dei Veivecura.

Detto ciò, coscienti di questa nuova direzione elettro-pop dei Veivecura, anche se il live al Ma ha lasciato spiazzati chi li conosceva, rimarremo ugualmente curiosi di seguirne l’attività artistica e/o quelle che saranno ulteriori virate verso territori musicali inesplorati.

Autore dell'articolo: Fabio Longo

Fabio Longo

Fabio è un informatico che è pure musicista. A volte dice che è un musicista che nel tempo libero fa l’informatico, mentendo. Crede fermamente che un critico musicale non possa esserlo fino in fondo se non conosce bene la materia, da qui la sua missione di recensire concerti.