No Review – E’ una “Bellissima noia” ascoltare il nuovo album di Carnesi

“Al centro di Bellissima Noia c’è la solitudine esistenziale dell’individuo che vive il disagio di non riuscire a sentirsi parte di un sistema.
I personaggi delle canzoni sono individui che si sentono soli, pur essendo circondati da una moltitudine infinita di persone, immagini, luoghi.
È una “solitudine corale” caratterizzata dall’incomunicabilità”.

E’ con queste parole che Nicolò Carnesi descrive il suo terzo album, Bellissima Noia, uscito a fine settembre per Malintenti Dischi con distribuzione Edel/Belive Digital.

Pop cantautorale, influenze anni ’60 ed elettronica, il tutto accompagnato dalla voce avvolgente di questo talento palermitano, classe 1987. Dopo Gli eroi non escono il sabato (2012) e Ho una galassia nell’armadio (2014), questo terzo disco si può assolutamente definire come quello più riuscito, più maturo, dove la scrittura di Carnesi risulta ancora più autentica e raffinata.

Si parte con Bellissima Noia, ossimoro perfetto, testo travolgente accompagnato da un sorriso a denti stretti, per poi passare a Lo spazio vuoto, singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, uno spazio che forse è meglio riempire coi sogni, “Saremo felici di essere niente, saremo lo spazio vuoto intorno alla gente (…) che qui non capisco la differenza tra un balcone e un trampolino, tra un politico e un cretino, tra una discarica e una spiaggia. E preferisco dormire, e continuare a sognare”.

Fotografia è, a mio parere, uno dei pezzi migliori dell’intera discografia del cantautore. Una ballata, un fermo immagine, uno spunto di riflessione. “E do un altro morso alla vita, perché vi canto, perché vi parlo, forse perché esisto, io che mi sentivo una fotografia”.

Ne Il lato migliore si racconta di come l’ “amica” malinconia spesso ci distolga dal vivere e ci porti a sopravvivere.

Ricalcolo è un altro brano chiave del disco. Un’esortazione a godere delle piccole cose ; “Fermiamoci un po’ che ho voglia di fare cose che non si usano più, e odiamoci un po’, anche per finta, che questo buonismo ha un po’ rotto le palle”

Comunichiamo male rappresenta l’immagine della coppia perfetta, da copertina che puntualmente nasconde un mondo di incomunicabilità.

Si arriva alla conclusione con M.I.A., una poetica mini suite in cui Carnesi indossa gli abiti dell’ultimo essere pensante rimasto nell’universo, che si ritrova a ripercorrere la storia dell’umanità riuscendo, però, a liberarsi da tutto il male e dal concetto stesso di uomo.

Nicolò Carnesi, con questo lavoro, entra di diritto tra la schiera delle nuove leve cantautorali, quelle che hanno molto da dire e sanno farlo con intelligenza e originalità. Una scrittura ben definita, poetica e pungente.

Vi ricordo che manca poco a Natale e, tra i dischi “sotto l’albero”, Bellissima Noia non può proprio mancare.

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.