No Review: “Canzoni per metà”, il nuovo album di Dente

“Canzoni per metà” è il nuovo album di Dente, pubblicato il 7 ottobre per Pastiglie e distribuito da Sony Music Entertainment.

Dente raccontando l’album ci rivela che : << “Canzoni per metà” raccoglie canzoni un po’ anomale, apparentemente non sviluppate, come se fossero state lasciate a metà appunto. Resta il fatto che nella mia visione della musica queste non siano ovviamente canzoni incompiute, ritengo infatti che le canzoni sincere e ben fatte abbiano una loro dignità indipendentemente dal numero di strofe e ritornelli che contengono. Tutte quante queste canzoni, anche se non lo sapevano, erano destinate ad una sorte comune: questo album. >>

“Canzoni per metà” già nel titolo rivela la caratteristica che meglio identifica Dente, ovvero l’uso intelligente dei doppi sensi e delle parole. Che siano canzoni per dolci metà, presenti, passate o future, o canzoni lasciate a metà, incompiute, è palese come in un breve titolo di tre parole si fondano contenuti e contenitori.

Intelligenza e sensibilità sono gli ingredienti dei testi, che mescolano interrogativi a giochi di parole. I suoni dell’album, invece, non lo farebbero sfigurare in una classifica degli anni ’60.

A primo impatto si nota un cambiamento, rispetto al precedente “Almanacco del giorno prima”, sia nella scelta degli strumenti da porre al centro della scena che degli arrangiamenti;  c’è un’impronta molto più pura, cantautorale, c’è un chiaro riferimento alle architetture di battistiana memoria e gli strumenti elettronici, quando presenti, vengono dosati con molta cura, senza strafare. Insomma, Dente non si ripete, non è mai uguale a se stesso, anche se la sua firma nei brani è sempre chiaramente percepibile. In questo album si sente una forte libertà espressiva, la voglia di fare un passo indietro, di riscoprire la purezza del suono, di andare controcorrente e di ritrovare alcuni aspetti dei suoi inizi.

L’album si apre con il testo agrodolce di “Canzoncina” e con la riflessione “I cantautori non vendono più”. Che sia amarezza o una nota polemica, non nuoce alla dolcezza di quelle poche note che ci introducono l’album. Questa amarezza nei confronti della musica moderna si rintraccia nuovamente a metà disco, ne “I fatti tuoi”, e precisamente in quel “Diego parla, dice che io scrivo bene/Ma non mi importa perché qui/La gente non lo sente/E se lo sente non capisce”…in questo passaggio sembra venir fuori la frustrazione di chi abita in un Paese sordo alla poesia, qual è quello in cui viviamo.

Bello il crescendo di “Geometria sentimentale”, ci si emoziona con “Come eravamo noi”, mentre “Cosa devo fare” è un brano pieno di domande che si poggiano su ritmi raggae.

L’album improvvisamente si illumina con “Appena ti vedo”, brano solare dai ritmi vivaci, per poi proseguire con brani intrisi di una dolcezza rara, come “Senza Stringerti”, o altri molto ironici come “Il padre di mio figlio”. “Fasi lunatiche” ci ricorda che le rose in amore non si usano più. “L’amore non è bello” invece è la conferma che si fanno ancora le canzoni di una volta.

“Senza testo? 2.0” è l’ultimo colpo di genio con cui Dente si congeda da questo nuovo viaggio insieme. Dietro quel battere di tasti ognuno di noi può certamente raccontare la propria storia.

Nonostante si chiami “Canzoni per metà”, questi brani, anche quelli più brevi, hanno una compiutezza, ci raccontano una storia fatta di delusioni, d’amore e non, di disillusione, a volte espressa con ironia, altre con spiazzante crudeltà.

Recensione a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!