No Review – Quando il concetto di bellezza diventa una cosa “Semplice”

E’ il 29 gennaio quando su Facebook appare un post dei Nadàr Solo che comunica l’annullamento del tour di Semplice e l’interruzione dell’attività live a tempo indeterminato. Sicuramente un duro colpo per i fan della band che però Matteo De Simone (voce e basso del gruppo) cerca di smorzare scrivendo:

“Per ora vorremmo soprattutto ringraziarvi di cuore per la vita che ci avete regalato in questi anni di Nadàr Solo, gli ultimi cinque soprattutto: incredibili, cruciali. E vorremmo anche precisare che questo non è un addio. NON CI STIAMO SCIOGLIENDO. Io e Federico continuiamo ad amare profondamente il nostro lavoro insieme e anzi, condividere questo bisogno di cambiamento ci ha portati a sentirci ancora più uniti che in precedenza. Ci faremo sicuramente vivi a tempo debito e continueremo a scrivere e pubblicare ogni volta che avremo qualcosa da dire o canzoni nuove da condividere. Solo, con ogni probabilità, non torneremo sul palco. Non senza presupposti molto diversi da quelli attuali.
Non odiateci, se potete.”

Non si sanno ad oggi i motivi precisi di questa decisione e poco importa, l’unica speranza è che questi ragazzi continuino ad esprimersi attraverso la musica, perché qui il talento c’è ed è oggettivo.

L’ultimo lavoro discografico, Semplice, ne è la prova. Uscito ad ottobre e prodotto da Federico Puttili (chitarrista della band), lo si può definire un disco con le bombe, come si cita proprio nel pezzo d’apertura, Marco, ritmo incalzante e chitarra distorta al punto giusto. E’ un album che parla di felicità, sogni, frustrazioni, ambizioni, guerra, paura…tutto ciò che è la vita, quella di ognuno di noi, nessuno escluso. E tutto questo si percepisce forte e chiaro in ogni pezzo. Sulle note di un pianoforte arriva Aprileil primo singolo estratto da questo lavoro, e un ritornello che ti entra subito in testa; uno di quei pezzi all’apparenza spensierati, ma che in realtà invitano a vedere il sereno oltre le nuvole cariche di pioggia. Diamanti non smorza i toni, chitarre che la fanno da padrona e una valigia di sogni che non chiudo mai. Cattivi pensieri pone in risalto la scrittura di Matteo (autore di tutti i testi), sempre più matura, schietta e ispirata. Nella title track, posta al centro del disco, si rincorre quella libertà celata dietro il concetto di semplicità.

Il coltello ed Il nostro ritorno sono sicuramente tra i pezzi più malinconici e poetici, testi in cui solitudine e angoscia predominano, che spezzano il respiro e se da un lato ti verrebbe di passare al brano successivo, dall’altro hai la necessità di perderti ascoltandoli e riascoltandoli di nuovo. Weekend racconta una storia tragica di vite interrotte troppo presto, decisamente uno dei brani più intensi e accompagnato, tra l’altro, da un video meraviglioso (diretto da Erika Errante) in cui Matteo De Simone recita insieme alla madre; difficile non commuoversi.

 

 

Tra gli ultimi brani troviamo Icaro, ispirata alla leggenda del figlio di Dedalo e Da un altro pianeta, una canzone in cui l’amore è il tema centrale, ma senza mai cadere nella banalità. Ti odio perché sei libero, vorrei volare anch’io lassù come te, ma tutto ormai mi lega qui, così lego te…canta Matteo in A modo mio, una perla acustica con cui si conclude questo quinto album targato Nadàr.

Semplice è un disco che non ha paura. Onesto, puro, che fa male, ma subito dopo accarezza. E’ la dimostrazione di come l’autenticità non abbia bisogno di fronzoli e patinature varie per essere recepita e apprezzata.

L’aspetto positivo della musica, dell’arte in generale, è che ciò che è stato fatto rimane, per sempre, e puoi apprezzarne la bellezza in qualsiasi momento.

Buona fortuna ragazzi!

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.