No Review – “Dario è uscito dalla stanza” di Dario Dee

“Dario è uscito dalla stanza” è il nuovo album di Dario Dee, pubblicato lo scorso aprile, a tre anni di distanza dal primo Ep.

Cantautore, produttore, back singer e attore pugliese, Dario Dee ci presenta un progetto ambizioso, nel quale vuole affacciarsi al mondo, uscendo finalmente dalla propria stanza.

La sua passione per la musica classica l’ha accompagnato sin da bambino, salvo poi avventurarsi nel mondo del gospel, e queste influenze si percepiscono durante l’ascolto dei brani. In questo album, però, l’artista ha scelto di avventurarsi nel mondo del soul e del pop in 16 tracce, di cui 14 inediti di cui è l’autore. L’album è interamente prodotto e realizzato nel suo studio, si tratta di un sequel del primo progetto discografico che contiene la favola “Nella stanza di Dario”, incentrata sul tema del bullismo. In questo progetto Dario, però, abbandona le metafore, parlando al suo pubblico senza filtri.

Questa intenzione è ben chiara nell’intro dell’album in cui, sulle note di Chopin suonate da Dario al pianoforte, ci spiega cosa sta per accadere tramite un messaggio vocale.

Il disco si avventura tra sonorità soul e pop, scorre veloce e presenta molti brani interessanti. Forti le influenze di Tiziano Ferro e Marco Mengoni, che si percepiscono in molte tracce.

La prima cosa che notiamo è la capacità descrittiva di Dario Dee, le cui canzoni appaiono come musica per immagini, capaci di proiettare un film nella mente dell’ascoltatore.

“Il mio pesce corallo rosso” è un bel pezzo, un singolone che trascina l’ascoltatore già dal primo ascolto. Le abilità canore dell’artista emergono nella traccia dal retrogusto nostalgico “In auto con Raf”, brano in cui racconta una storia d’amore nelle sue tappe più importanti, di quei momenti che rimangono impressi e che tengono vivo un legame dopo tanti anni. Dopo un paio di brani non troppo convincenti, ci imbattiamo in “Dario è uscito dalla stanza”, la titletrack, pezzo tra il parlato e il cantato, dove l’artista si racconta, prendendosi un po’ in giro con ironia, raccontandoci il suo sogno. Proseguendo nell’ascolto, l’album diventa un po’ calante, salvo qualche brano da segnalare, che avrebbe però necessitato di un maggiore lavoro di produzione: “LeOni”, che racconta la triste realtà dei leoni da tastiera; “Su di me”, che racconta i tormenti del tradimento in un brano minimal; “Caldo d’estate, freddo a Natale”, brano che parla della violenza sulle donne; “Miriam_Aria_” che parla dell’infanzia strappata ai bambini vittime della guerra.

Interessante anche l’omaggio a Pino Daniele in “Arriverà l’aurora”.

Dario Dee ha le idee chiare su quello che vuole fare nella vita e ce lo urla in faccia in un album che, seppur meriterebbe qualche scrematura e una migliore produzione, si presenta come un interessante biglietto da visita, ancora un po’ acerbo, che potrebbe essere un buon trampolino di lancio per il suo futuro.

Recensione di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!