No Review – Disco Parziale EP degli Smegma Bovary

 

Tutto d’un tratto, parte una chitarrina funk campionata. Si sentono il wah-wah e il pitch alzato. La chitarrina funk in questione viene successivamente spezzettata e data in pasto ad un animale feroce che ha il cuore che batte con il ritmo di una drum-machine impazzita; il ritmo in questione, viene spezzettato da scratch violenti. Sopra questo tripudio, si erge una frase mantrica che strabocca di irriverenza e cattivo gusto:

“Oggi mi sono svegliato esausto, invoco il nuovo olocausto.”

La frase mantrica in questione, viene intervallata da slogan politici e aforismi dissacranti all’inverosimile, mentre la musica continua a martellare quasi fino alla nausea.

Ci bastano tre minuti e trenta secondi per tuffarci di testa nella psiche deviata degli Smegma Bovary, band catanese che, poco prima della fine del funesto 2016, ha pubblicato un EP di quattro canzoni per la Doremillaro RECS, etichetta sempre di Catania.
Il terzetto si definisce synth-pop, ma in realtà definire il loro genere è piuttosto arduo. Indubbiamente, nei loro brani si percepisce la passione per la cultura pop italiana e per i CCCP; ma gli Smegma Bovary aggiungono un’irresistibile carica dissacrante, istrionica e fuori dalle righe che è alquanto arduo, se non impossibile, trovare in altre band italiane. I tre possono, a tutti gli effetti, essere definiti intellettuali senza che il termine in questione possa essere utilizzato come deterrente.

Per approcciarsi alla difficile e particolare estetica degli Smegma Bovary, questo ultimo EP può essere di grandissimo aiuto. La canzone descritta ad inizio articolo è Olocausto (Remix), dove i nostri si avvalgono della collaborazione di un tale DJ Sborra Karamazov (a questo punto ogni vostro residuo dubbio sul loro eclettismo dovrebbe essere interamente fugato). A seguire abbiamo Che Bei Denti Che Hai, che è esemplificativa del loro amore per le canzoni pop d’annata: dal giro di accordi, dalla voce sguaiata col vocoder, all’atmosfera alienata (e forse un po’ vaporwave?) che riescono a dipingere. Il Canto Delle Crisallidi e Chi Sono Veramente, sono i due brani più sperimentali del lotto. Il primo è un valzer stralunato condito da episodi rumoristici nel finale; il secondo poggia le sue fondamenta su una melodia che avrebbe potuto essere o un singolo synth-pop meteora negli anni ’80 o la colonna sonora di un videogame, e il bruitismo, nel finale, è ancora più intenso.

Amate la sperimentazione o, in senso più ampio l’extravaganza? Amate i motivi pop che sono simbolo di un’Italia che sta sparendo sempre più? Vi siete stufati della falsa pretesa intellettuale che permea la maggior parte della scena indie italiana? Gli Smegma Bovary fanno decisamente per voi. Il disco è disponibile per l’ascolto sulla pagina Bandcamp della Doremillaro, QUI il link.

 

Autore dell'articolo: Gilberto Giannacchi

Gilberto Giannacchi
Batterista con un debole per i cibi pesanti e la lingua d'Albione. Amante di post-rock, post-hardcore e prog d'annata.