No Review – Everything Now degli Arcade Fire, tre aggettivi per un bel disco

Per descrivere Everything Now, il nuovo disco degli Arcade Fire, vogliamo utilizzare tre aggettivi: ricco, divertente, maturo. L’album già uscito il 28 luglio di quest’anno è tutto questo e ci fa capire sempre di più – qualora ci fosse bisogno di sottolinearlo – che gli Arcade Fire sono una delle realtà più solide del panorama rock internazionale.

Ma andiamo con ordine.

Ricco: il disco è un fantastico guazzabuglio di stili, tutti collegati dalla presenza potente dei synth e dei ritmi incalzanti che danno a tutto il lavoro una forte impronta dance.

Il merito di questo tratto saliente sicuramente va alla produzione.

L’album è stato autoprodotto dagli stessi Arcade Fire accompagnati da nomi d’eccellenza come Thomas Bangalter, dei Daft Punk, e da altri tra cui spiccano Steve Mackey (Pulp) e Geoff Barrow (Portished). Certamente la produzione (e il synth) made in Daft Punk però è quella che lascia l’orma più profonda su tutto il lavoro.Giusto per rendere l’idea della profondità della contaminazione, lo stesso Bangalter ha detto: “gli Arcade Fire sono dei Daft Punk un po’ più bizzarri, un po’ meno cool, che si prendono più sul serio ed assolutamente meno ballabili”.

Divertente: la contaminazione totale che Win Butler e compagni hanno accettato con la nuova prodizione ha dato all’album una patina di lucentezza e di allegria che forse tante volte è mancata nei loro precedenti lavori.

Se alcuni tra i precedenti album – Funeral e Reflektor –  avevano l’aura di lavori sudati e impegnati che si indirizzavano verso una riflessione accentuata, Everything Now sovverte quest’ordine. L’album si ascolta con leggerezza, i ritmi sono sempre coinvolgenti. Tanto per avere un riferimento basta ricordare che il giro di piano di Everything now ha tutte le credenziali dell’earworm, ovvero di quel ritmo che rimane nelle orecchie costantemente fino a farvi cantare la canzone per giorni. Provare per credere.

Maturo: la leggerezza può trarre in inganno. E, infatti, tutto questo brio potrebbe far pensare che i temi toccati dalla band siano temi leggeri, non impegnati.

Niente di più sbagliato.

Il rapporto col successo, la volontà di potenza e di consumo, il collasso nell’immediato e il rapporto con la tecnologia sono tutti i temi profondi toccati da Everything Now. E allora tracce come l’eponima dell’album, appunto Everything Now, dichiarano a viso aperto questa volontà e prima ancora il bisogno – ironico – di avere tutto in un attimo. Sulla stessa lunghezza d’onda Creature Comfort, che si apre con un’invocazione: “Dio rendimi famoso, e se proprio non puoi, rendilo indolore”.

 

Insomma l’album è come l’abbiamo definito all’inizio: ricco, divertente e maturo, e queste tre ragioni da sole bastano per consigliarne l’ascolto.

 

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Andrea Costa

Andrea Costa

Avvocato con la passione della musica, dei viaggi e della politica.
Dopo anni fuori casa è rimpatriato nella sua Sicilia. Per lui tanto tempo d’appresso al suo strumento: il basso. Al suo fianco esperienze che spaziano dal classic rock, al funky al crossover.