No Review – KO Computer: il tributo italiano per il ventennale del capolavoro dei Radiohead.

Cosa si potrebbe dire su “OK Computer” che non sia già stato detto? Praticamente niente. Capolavoro indiscusso, è stato coraggiosamente reinterpretato da vari artisti italiani chiamati per l’occasione: nasce così “KO Computer”, che è possibile scaricare gratuitamente sul sito di King Kong, trasmissione della Rai (potete trovare il link a fine articolo).

Il disco si presenta con l’ordine di tracklist invariato, infatti ad aprire l’album troviamo “Airbag”, reinterpretata da Francesco Motta ed Andrea Appino degli Zen Circus, che ci presentano una loro versione con chitarre acustiche e una batteria elettronica base in sottofondo. Il cantato un po’ grattato fa risaltare il testo, e sebbene rispettino la struttura della canzone, le pause di batteria introdotte donano un’altra dinamica alla canzone.

“Paranoid Android” è reinterpretata da Diodato, che pur conservando dinamiche e struttura, ne ha modificato pesantemente i suoni e alcune melodie vocali, stravolgendo il pezzo rock verso lidi più sperimentali.

“Subterrenean Homesick Alien” vede coinvolto Niccolò Fabi, che con un bell’uso di chitarre e synth, privando il brano della sezione ritmica, è capace di dare un’atmosfera più intima al pezzo.

Colapesce ha l’intuizione di eseguire “Exit Music (for a film)” in chiave elettronica, discostandosi notevolmente dalla stupenda versione dei Radiohead, solo che il risultato che ne viene fuori è più piatto e a tratti banale.

Si continua l’ascolto, finora piacevole ed interessante, con “Let Down”, rifatta da Dimartino e Cammarata, dove si vede un ampio uso di pianoforte, chitarre acustiche e cori, che donano un’ interpretazione di sicuro tra le più interessanti ed emozionanti dell’album.

“Karma Police” vede la partecipazione dei Marlene Kuntz, che decidono di dare un’altra chiave armonica al pezzo, cambiandone le dinamiche, facendo in pratica arrivare le chitarre solo sul finale, scelta che non convince del tutto.

Gli Spartiti sono alle prese con il pezzo più sperimentale dell’album, “Fitter Happier”, che molti considerano più un intermezzo che una canzone vera e propria, per via del testo letto da un’applicazione Macintosh. Ed è proprio così che la reinterpretano, in maniera meccanica, con la pronuncia lasciata volutamente imperfetta, a indicare ancor maggiormente la follia della vita moderna che ci obbliga a fare cose senza senso, o che non comprendiamo affatto, per essere inseriti in società.

Proseguiamo l’ascolto con Adriano Viterbini, che ripropone “Electioneering”, reinerpretandola con nuovi arpeggi, rendendola meno aggressiva, esaltandone le melodie e rendendola più tecnica dell’originale, con la coda finale un po’ noise.

Impresa ardua quella di Iosonouncane, visto che ha messo mano su uno dei pezzi più belli dell’album, “Climbing Up The Walls”, reinterpretandolo con un ampio uso delle voci e una sezione ritmica ridotta all’osso, cercando di rendere il pezzo ancora più cupo, per quanto possibile, ma rendendolo purtroppo anche molto piatto.

Interessante riadattamento di Nada di “No Suprises” in chiave elettronica, che alterna momenti di stasi musicale a movimenti molto sostenuti, è presente addirittura una parte di doppio pedale! Merita sicuramente più di un ascolto.

La penultima traccia vede la bella voce calda e profonda di Cristina Donà misurarsi con “Lucky”, una delle migliori dell’album. Ottima la scelta di una versione quasi a cappella, con le voci uniche protagoniste del brano per lunghi tratti, come se fosse uscita dalle sessioni di registrazioni di “Medúlla” di Björk. (E’ proprio necessario dover scrivere che è un gran complimento?)

Chiude questo tributo Paolo Benvegnù con “The Tourist”, la cui interpretazione rimane abbastanza fedele all’originale, seppur cantata con una voce profonda e molto potente.

“KO Computer” è un album tributo molto interessante nel suo complesso, in cui prevalgono principalmente atmosfere acustiche ed elettroniche. La cosa che lo rende molto interessante è che, per questo tributo, hanno coinvolto vari artisti molto diversi, che hanno avuto il coraggio di misurarsi con canzoni a volte molto più grandi di loro. Ma d’altronde non si sta pur parlando di “OK Computer”?

Clicca qui per l’ascolto e download gratuito di “KO Computer”

 

Autore dell'articolo: Kalle

Kalle
Musicista, chitarrista e cofondatore dei Mescaline Babies, coi quali ha condiviso alcuni dei più importanti palchi europei. Appassionato di musica, cinema e di qualsiasi forma d'arte. Vive a Londra.