No Review – “Lidenbrock”: cronaca di un viaggio fantastico

Otto Lidenbrock è il protagonista del romanzo “Viaggio al centro della Terra” di Jules Verne, archetipo della narrazione fantascientifica e simbolo di un’immaginazione senza senza confini, come quella propria dell’età adolescenziale. “Lidenbrock – Concert for Sax and Voice” è la denominazione del progetto creato da Alberto La Neve, musicista aperto a contaminazioni ad ampio spettro, che ha ideato una sorta di sonorizzazione immaginaria delle imprese raccontate nel romanzo di Verne. Quella di La Neve è una elaborazione celebrativa di quella tappa nella vita dell’uomo in cui si dischiudono infiniti orizzonti di possibilità catturate attraverso le pagine dei libri letti e delle infinite esistenze vissute attraverso la letteratura.

L’album si articola in un’unica lunga composizione strutturata in quattro sottosezioni, ognuna dedicata ad una tappa del viaggio di Lidenbrock. Lungo tutta la durata della musica si percepisce l’attraversamento costante delle frequenze di una dolce malinconia a fare da sottotesto ad un fluido impalpabile, costruito su tessiture armoniche delicate e profonde. Le traiettorie segnate dalla vocalità di Fabiana Dota, unite al sax e ai costrutti reiterati della loop station e dell’elettronica di Alberto La Neve, determinano un percorso onirico che conduce ad una progressiva discesa nei livelli sotterranei dell’inconscio e delle sue labirintiche proiezioni.

Dèpart è il primo movimento, quello che descrive la partenza in un moto di assorta dinamica che si stratifica lentamente sino ad assumere consistenza in fraseggi dall’indole orientale nella loro valenza psichedelica. Islande è l’arrivo dei viaggiatori all’ingresso del centro del Terra: ecco che la musica assume un corpo sinuoso grazie ai morbidi vocalizzi di Fabiana Dota che definisce lo stupore per il mistero incombente. Sneffels è il cuore dell’album, la linea che separa la luce dell’ombra, il canto delle sirene che fanno risuonare nelle cavità di luoghi lontanissimi formule magiche scandite in una lingua sconosciuta. In chiusura, Retour è la conquista della strada di casa in un intreccio di voce e loop di sax che si deframmentano per ricomporsi in una fusione tra lo scat dalle nuances brasiliane della Dota con i fraseggi di La Neve da cui emerge il grande bagaglio di esperienza e di studio applicato allo strumento. “Lidenbrock – Concert for Sax and Voice” è un album interessante dal punto di vista tecnico, forse in alcuni passaggi un po’ circonvoluto, ma che crediamo possa funzionare meglio in abbinamento ad un apparato visuale che dal vivo sostenga le suggestioni di una musica fatta di dettagli.

Giuseppe Rapisarda

Autore dell'articolo: Giuseppe Rapisarda

Giuseppe Rapisarda
Avvocato, appassionato di musica. Da quando il padre gli regalò la cassetta di "Outlandos d'Amour" dei Police non ha più smesso di comprare dischi. Sa essere concreto anche se, di tanto in tanto, si rifugia in un mondo ideale sospeso tra le canzoni di Neil Young e le divagazioni oniriche dei romanzi di Murakami.