No Review- Marcello E Il Mio Amico Tommaso – Un Amore

Alla fine del 2016 abbiamo ritrovato gli ennesimi esponenti di una scena romana sempre più attiva e stupefacente, Marcello e il mio amico Tommaso tuttavia non raccontano solo la Capitale e pur avendo un punto di vista made in San Lorenzo, riescono ad astrarsi dal classico racconto autoreferenziale della propria città.

La bellezza sta nei loro racconti: nelle loro canzoni le storie infatti si fanno narrazioni distorte e complesse e ogni brano ha il potere di creare luoghi, personaggi.

“Un Amore” è un racconto, dieci racconti, anzi probabilmente cento.

La musica è potente, sporca e non si può che essere felici alla fine del disco, se nel brano “Una domenica al mese” i ragazzi cantano:“Non ricordo per niente di averti fatto bene”, si può star tranquilli che l’album farà stare bene tutti, anche chi lo odierà perché la qualità indiscussa del lavoro sta nella sincerità dei racconti. Sembra di stare in stanza con un coinquilino che ci racconta la sua giornata, i suoi weekend e le sue storie.

Gli arrangiamenti sono originali e riescono a scostarsi da ciò che già c’è; da apprezzare c’è un suono che senza paura è sporco, odora di terra e di strada ed è esente da clichè e banalità.

L’album è colmo anche di citazioni letterarie, a partire dal titolo ripreso da un romanzo di Dino Buzzati.

Marcello Newman, cantante e fondatore della band, crea bei testi, sempre adatti al pezzo, diretti e ben studiati. Le canzoni sono fulminee, nessuna supera i 4 minuti, e vogliono spaccare, rappresentare, parlare, gridare.

Non avevo mai sentito una band indie rock fare hardcore così bene, e non perché le sonorità o le tematiche siano vicine ai Minor Threat o ai Napalm Death, ma perché la loro è un’attitudine spinta, tempestiva, insomma hardcore.

Le influenze cantautoriali sono chiare ed emergono particolarmente nelle parti finali dell’album e forse in quella Ferrovia vorrebbero far passare “La Locomotiva” di Guccini.

Complessivamente il disco è interessante ed è composto da un gruppo affiatato e forse leggermente autocompiaciuto del suo lavoro, ma alla fine anche questo è un valore.

 

Autore dell'articolo: Gianluigi Marsibilio