No Review – “Promesse”, il primo album de Il Grande Capo

Nel luglio 2016 Il Grande Capo ha dato un assaggio del suo CD d’esordio con l’uscita del singolo Il mare è troppo grande. L’album, pubblicato da Betaproduzioni il 22 novembre, si chiama Promesse ed è scaricabile da diversi store di musica digitale.

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Forse prima di parlare di questo CD dobbiamo introdurre la figura de Il Grande Capo.
Il Grande Capo nasce nel 2013 dall’unione delle anime di quattro ragazzi: Elio D’Alessandro (voce e chitarra), Ilaria Tortoriello (basso e voce), Giacomo Forte (tastiere) e Stefano Mancini (batteria).
Questo progetto musicale è un uragano di tendenze cantautorali e rock anni ’70 e dance/pop anni ’90, come si mostra in questo CD. Quest’album è un figlio cercato, voluto e amato.
C’è da dirlo; non ci sono assoli né particolari virtuosismi, ma Il Grande Capo dimostra che non è necessaria la loro presenza per creare un CD che lasci il segno. I riff e le distorsioni si susseguono durante i diversi pezzi, sfiorandosi e mai invadendo l’uno il campo dell’altro e lasciando spazio a ciò che più sembra avere un ruolo fondamentale: la parola.

Non è principalmente la musica a trasudare amori ideali, indipendenze vergini e gioventù parzialmente perdute, ma sono i testi. E che le parole siano importanti lo si capisce già dal titolo dell’album: Promesse, una parola che ha in sé dell’impegno, custodisce una fiducia. Una fiducia che apre a mille sensi e una direzione sola: il senso della chiarezza che trasuda da Sottovoce, il senso della bellezza di un mondo irradiato di luce in Rayban, il senso del profondo amore in Il mare è troppo grande. Tutti sensi, tutte promesse che convergono in un centro; l’amore. Ma non quell’amore ormai ridotto alla banalità, abusato e usurpato dai troppi che pensano sia semplice parlarne; il Grande Capo, invece, invita a riscoprire la natura più primigenica dell’amore, ad innamorarci dell’amore stesso ricercandone e riconoscendone ogni sfumatura possibile. E alla fine ci si innamora anche dell’album, inevitabilmente.

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Autore dell'articolo: Paola Venturetti

Paola Venturetti

Datemi vagonate di cibo e rotolerò nel mondo (semi-cit).
Oltre che per il cibo, provo un profondo amore per la filosofia e per qualsiasi forma d’arte. E per il trash, manifestazione incompresa dei lati più oscuri dell’anima.