No Review – Il Self Titled EP di Charlotte Bridge, tra dream pop, folk ed elettronica

L’EP self-titled di Charlotte Bridge, nome d’arte di Stefania Salvato, è una pillola dal sapore agrodolce: nelle cinque canzoni che compongono l’EP si respira a pieni polmoni una melliflua malinconia che accarezza l’ascoltatore e lo avvolge in un seducente velo di riverberi, echi elettronici e melodie dreamy. Queste ultime si presentano in varie forme: a volte prepondera la vena dream pop, altre quella elettronica. Tuttavia, nel complesso l’EP è arrangiato magistralmente e mantiene una certa omogeneità sin dalle prime note arpeggiate di Now, Now, fino all’ultimo timido drone che chiude Deadline, ultima traccia del disco. La guardiana di questo piccolo tesoro è appunto Charlotte, che sospira dolcemente, quasi come in una magica ninna nanna, testi disillusi, contemplativi e a tratti sconfitti; lyrics profonde e sobrie che sanno perfettamente come farsi strada per colpire.

La opener Now, Now si snoda lungo un canovaccio semplice: intro e strofa scarni, che poggiano le loro fondamenta sulla chitarra acustica e sul tono dimesso di Charlotte, mentre il ritornello assume tinte più elettriche e una dinamica leggermente più incalzante. Il testo affronta una tematica molto spinosa, ovvero le enormi aspettative che si creano riguardo l’età adulta. Aspettative che, nella maggior parte dei casi, si rivelano irrealistiche: “I thought being 26 would have felt different, I thought I would figure out so many things on how to live and how to love.” Non è da lasciare in secondo piano anche un manto di folk che dona freschezza e sapore a brani come Go With The Flow, brano sorretto da un magico arpeggio di chitarra acustica, coadiuvato a volte da synth e drum machine ed interrotto altre da lunghi accordi elettrici ricchi di sustain e delay. Spotless Mind (citazione al film Eternal Sunshine Of The Spotless Mind, menzionato implicitamente anche nel testo) è l’episodio più elettronico del disco e vira su territori più synth-pop, ma l’onnipresente dolcezza del timbro di Charlotte ci fa sentire comunque a casa. Anche in Too Young To Sleep c’è un buon dosaggio di elettronica che coesiste assieme al pianoforte. Chiude il disco Deadline, un pezzo elettrico, soffice e sognante.

L’EP è uscito a dicembre 2016 per la Bonus Noise Records e vede la collaborazione in fase di recording di Edwin Aldin, che già aveva collaborato con la cantautrice. Il lavoro è stato registrato in Lussemburgo, dove l’artista si è trasferita. “Charlotte Bridge” è una piccola chicca dream pop che illumina il talento di Stefania. Il suo percorso musicale è ancora agli albori, ma con un esordio di questo calibro, è lecito aspettarsi altre interessanti sorprese.
L’EP è disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming ed è disponibile per l’acquisto sulla pagina Bandcamp dell’artista.

Autore dell'articolo: Gilberto Giannacchi

Gilberto Giannacchi

Batterista con un debole per i cibi pesanti e la lingua d’Albione. Amante di post-rock, post-hardcore e prog d’annata.