No Review – “Spirit” e il ritorno dei Depeche Mode

Quattordicesimo album dei Depeche Mode, la band più longeva del panorama musicale britannico internazionale con quasi quarant’anni di carriera sulle spalle.

Il tempo sembra non scalfirli per nulla, anzi, sembrerebbe quasi che più passa e più Gahan e compagni affinano le loro già indubbie qualità compositive.

A fare da apripista a “Spirit” (Columbia Records), ultimo disco del trio uscito il 17 Marzo scorso, è il singolo Where’s the revolution, uscito invece il 2 febbraio (https://youtu.be/UpuaPfOuxB0)

Cito la prima strofa del brano: Sei stato contenuto/Sei stato maltrattato/Ti hanno mentito/Ti hanno fornito verità/Chi sta prendendo le vostre decisioni?/Voi o la vostra religione/Il tuo governo/i vostri Paesi/Voi drogati patriottici. È un brano il cui testo non lascia certo spazio all’immaginazione e che punta alla riflessione e a risvegliare coscienze assopite col tempo.

Spirit, a differenza degli album precedenti infatti, è figlio dell’attualità. I testi sono molto più politicizzati e prendono spunto dal mondo attuale e dal decadimento dell’individuo. Benché la band non abbia mai confermato si tratti di un album di orientamento politico, i temi di quest’ultimo si focalizzano molto sulla regressione dei tempi e su temi sociali molto noti.

Mettendo da parte la politica, concentriamoci sulle dodici tracce contenute (diciassette nella versione “Deluxe”). Spirit ricalca molto i precedenti lavori della band: molto pop elettronico (o synth pop se preferite), molta sperimentazione, molta modernità nei suoni, per i quali consiglio vivamente un primo ascolto in cuffia per coglierne le diverse sfaccettature. Soprattutto brani come Scum, You Move, So Much Love. In Poorman invece vi è un ritorno in grande stile dei DM. Quest’ultima sarà particolarmente apprezzata dagli amanti del genere. In parte la voce di Gahan è quasi al limite della distorsione, effetto che conferisce all’intero lavoro grande unità. Il brano è un continuo crescendo e ad ogni ascolto vorresti avere più volume, non basta mai.

In linee generali Spirit è un ottimo album, il sound è molto potente e curato nei minimi dettagli. In perfetto stile Depeche Mode, i sintetizzatori la fanno da padroni e i mix dei suoni sono dei veri e propri capolavori della post produzione. Spirit è un disco da ascoltare tutto di un fiato.

Dal 5 Maggio i DM saranno impegnati nel “Global Spirit Tour”, il tour mondiale di promozione del disco che toccherà Europa e Nord America. Saranno in Italia per ben tre date a Giugno: il 25 allo stadio Olimpico di Roma, il 27 al Meazza di Milano e il 29 al Dall’Ara di Bologna.

Autore dell'articolo: Gjin S.

Gjin S.

Gjin Schirò è un giornalista pubblicista che opera soprattutto in ambito musicale. Inizia la sua attività come critico musicale per diversi magazine di settore, prediligendo i generi Rock, Folk e Cantautorale e le varie contaminazioni a questi collegati con cui si forma anche musicalmente. Nel 2012, dopo la Laurea in Discipline della Musica, si è iscritto all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, dopo un’esperienza di tre anni maturata all’interno della redazione di Balarm.it e Balarm Magazine. Attualmente è impegnato in qualità di chitarrista negli nKantu d’Aziz, Combat Folk band della città di Palermo che ha all’attivo due dischi pubblicati e diversi singoli.