No Review – Toska, il primo disco dei GOMMA

Attorno ai casertani GOMMA si è creato un hype molto alto. Nonostante si siano formati solamente agli inizi del 2016 ed il loro primo full length Toska (uscito per la v4v, continua fucina di band talentuose in campo alt-rock) sia freschissimo di uscita, i quattro ragazzi hanno fatto parlare molto di sé. Ad onor del vero, sono una band che colpisce già dall’immagine: loro si descrivono come quattro ragazzi che “vengono dalla provincia di Caserta, quella da cui sarebbe meglio fuggire, che però è anche il filo conduttore che li ha fatti incontrare”. Il rapporto conflittuale con la vita di provincia è una tematica che colpisce a fondo molti teenager che sono tormentati dalla perenne voglia di evasione dall’ordinario. I GOMMA, per combattere questo mal à l’aise, fanno musica e si drogano di cultura. Lo testimoniano le varie raffinatezze intellettuali che permeano il loro primo disco, a partire dal titolo evocativo (una parola russa che appunto rimanda all’angoscia esistenziale), per arrivare al citazionismo cinematografico (vedere alla voce Elefanti). E, detto con una certa schiettezza, i riferimenti culturali oscuri piacciono un sacco.

Toska è l’archetipo di ciò che un giovane appassionato di alternative vuole sentire.

Arriviamo ora al succo della questione e affrontiamo Toska più nel dettaglio. Il citazionismo non si limita soltanto alla matrice testuale, ma trova pieno riscontro anche nell’impianto musicale. Di pregevole fattura sono le linee di chitarra: Giovanni fa un sapiente uso di quegli accordi sospesi ed evocativi che hanno fatto la fortuna di molti gruppi post-rock, post-hardcore ed emo. In Elefanti si percepiscono richiami sia ai Mineral nell’arpeggio iniziale, che agli Slint negli accordi dissonanti che sfociano poi in un crescendo che esplode in una progressione avvolgente e pregna di pathos. La chitarra è co-protagonista assieme ad Ilaria, la cantante, che ha un approccio in costante equilibrio precario tra una spoken word volutamente sgraziata e un cantato punk. Il suo stile è riassunto perfettamente in Aprile, secondo brano del disco che peraltro è stato il singolo che li ha gettati nella mischia alternative italiana. La cantante parte con un timbro dalle venature quasi grunge per poi lasciarsi andare in un parlato calzante nella veemente sfuriata finale. Basso e batteria svolgono il compito “storico” delle rock-band: dare il ritmo e l’ossatura ai brani. Lo fanno mantenendo un’impronta scarna ed essenziale: i fill batteristici sono ridotti all’osso e il perenne basso plettrato è disadorno. Se si considerano tutti e tre gli strumenti nell’insieme, c’è equilibrio; la band ha un certo tasso tecnico e, dietro al loro suono diretto e di pancia, ci sta una certa cura verso gli arrangiamenti.

Tirando le somme, Toska è un buon disco d’esordio riconducibile a quel filone un po’ emo, un po’ punk e con una leggera sfumatura post-rock che ultimamente sta riscuotendo successo sia in madrepatria, che all’estero. I GOMMA hanno confezionato un prodotto che soddisfa perfettamente le esigenze di un sottobosco culturale interessato a questo tipo di musica; questo motivo, sommato alla loro seducente appearence, giustifica l’hype che hanno generato. La band è giovane, di recente formazione e ha ampi margini di miglioramento… La loro fama non può far altro che crescere. Noi, nel frattempo, ci godiamo la loro ottima prova disponibile in streaming su YouTube e Spotify e acquistabile in formato fisico sul sito della V4V.

Autore dell'articolo: Gilberto Giannacchi

Gilberto Giannacchi

Batterista con un debole per i cibi pesanti e la lingua d’Albione. Amante di post-rock, post-hardcore e prog d’annata.