No Song – “Plug In Baby”: il brano dei Muse avvolto nel mistero

Era il 2001 e i Muse scelsero “Plug in Baby” come singolo di lancio per il loro secondo album “Origin Of Symmetry”. Ben presto quel riff di chitarra, uno tra i più belli della storia, si sarebbe fatto largo in giro per il mondo, consacrando i Muse come una delle migliori rock band e avviandoli verso il cammino di successi che tutti ben conosciamo e lasciando un segno indelebile nella vita e nei ricordi di ognuno di noi.

Inevitabile l’associazione Muse/Plug in Baby, perché in fondo questo è stato uno dei migliori pezzi mai composti dalla band. Il brano è noto non solo per il suo riff, ma anche per le note altissime raggiunte da Bellamy nel falsetto sul finale, in quella frase del pezzo in cui urla la fine al suo ex amore: “And I’ve seen your loving/ Mine is gone/ And I’ve been in trouble/ Wooaahhhh”. E pensare che la loro casa discografica americana voleva eliminarla…

Il video del pezzo è girato in una camera da letto dove bellissime donne bioniche e incomplete circondano la band.

Quale sia poi il significato di Plug in Baby, è un mistero per molti che il trio non ha mai svelato, ma che anzi ha alimentato, spesso con battute e scherzi durante gli incontri con i fan. Leggendo le dichiarazioni della band al riguardo sembra che inizialmente il brano fosse stato inteso come interazione del protagonista con la realtà virtuale, ma che successivamente abbia preso una direzione più astratta, a tal punto da essere liberamente interpretato anche dagli stessi componenti della band.

In un’intervista del 2001 per Rock Sound lo stesso Bellamy ha dichiarato: “Again, that’s about the path evolution can take like ‘New Born’. There’s the good side and the bad side; abandoning all individuality, becoming a collective whole via cables, and genetically engineering bodies that can exist out in space, or the loss of individualism“.

Molti hanno attribuito la canzone all’inevitabile cambiamento di vita che il successo comporta, all’andare in giro per il mondo senza punti di riferimento, alla rottura col passato. Forse però, lasciare libera la scelta del significato da attribuire al brano, ha fatto sì che “Plug In Baby” avesse un valore speciale per  ognuno di noi e probabilmente ha contribuito a creare un legame speciale col pezzo.

Se siete curiosi di sentire la demo della prima versione, ecco il link in cui potrete scoprire come è nato il brano:

Qualsiasi interpretazione vogliate dare a “Plug In Baby”, sicuramente è il pezzo perfetto per rompere definitivamente i legami con coloro che ci hanno fatto soffrire, ma soprattutto è una canzone da urlare a squarciagola, galvanizzante, capace di far saltare dalle sedie già dai primi secondi di ascolto. È la mia preferita, di sempre e per sempre!

Non ci resta che ascoltarla e vedere il video, che secondo me qualche suggerimento sul significato da attribuire al brano lo dà, basta leggere tra le righe.

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!