No Song – Star Roving, la prima canzone degli Slowdive dopo 22 anni

Sono passati ventidue anni dall’uscita di Pygmalion. Nonostante il lunghissimo silenzio compositivo, gli Slowdive non hanno perso l’alchimia e il “magic touch” e lo dimostrano nel loro ultimo singolo Star Roving. Questa canzone andrà a far parte del loro nuovo full length che uscirà a maggio per la Dead Oceans (dopo aver pubblicato i loro tre storici album sotto la defunta Creation).
Un nuovo lavoro di Rachel Goswell e soci era nell’aria già da qualche anno. La band originaria di Reading si è riunita nel 2014 per un tour che li ha visti protagonisti di molti festival in giro per il globo (hanno fatto tappa anche nel Bel Paese al Radar Festival). La conferma del fatto che la band stesse lavorando ad un’uscita discografica è stata testimoniata dalle dichiarazioni di Goswell prima (a lavori in corso) e dal batterista Simon Scott poi (a lavoro terminato).

Una delle prime domande che ci si pone prima di ascoltare il brano è :”Mi devo aspettare un dream-pop sognante ed evocativo come in Just For A Day? Un dream pop adulto come in Souvlaki? Oppure continueranno il filone sperimentale iniziato con Pygmalion?”. Farsi venire dubbi del genere è più che lecito, poiché i nostri hanno sempre svolto sia un lavoro impeccabile nella cura degli arrangiamenti, che una certosina ricerca dell’evoluzione e di un suono che rompesse i dettami del dream-pop e dello shoegaze (Pygmalion ne è l’esempio più lampante). La risposta sta nel mezzo. La band propone un brano immediato e sostenuto che funge da sintesi delle loro caratteristiche principali. Le chitarre sognanti non mancano affatto, così come il piglio pop, i vocals eterei e l’onnipresente riverbero gigantesco che sembra provenire dalla terza dimensione. A queste caratteristiche aggiungono un piglio post-punk che impreziosisce la canzone, dandole una sfumatura minimalista e leggermente cupa che la rende ancor più interessante.

Se si dovesse descrivere il brano con una parola sola, si potrebbe optare per il lessema “solido”. Eseguito bene, arrangiato bene, fresco. Sarebbe quantomeno incauto fare previsioni sull’album basandosi soltanto su questo brano, ma se è vero che il buongiorno si vede dal mattino… nessuno ci impedisce di sognare un grande disco!

Qui sotto il video del brano.

 

Autore dell'articolo: Gilberto Giannacchi

Gilberto Giannacchi
Batterista con un debole per i cibi pesanti e la lingua d'Albione. Amante di post-rock, post-hardcore e prog d'annata.