NonSense – Diario italo-brasileiro 2° puntata

Come già detto nel mio primo testo, che trovate qui, del diario italo-brasileiro, sono nato in Brasile (cittadino via jus soli) e sono anche cittadino italiano (via jus sanguinis). Avevo già vissuto in Italia prima, per quasi cinque anni, sempre nel Veneto.

Mi sono iscritto al bando di mobilità internazionale a marzo 2016 presso l’università dove studio – l’USP (Università di São Paulo). Ho indicato l’interesse di studiare in Italia, sia con che senza borsa di studio.

La mia idea, nel caso non mi fosse concessa una borsa di studio, era di arrivare in Italia prima dell’inizio del semestre scolastico e cercarmi un lavoro per sostenere gli studi quando sarebbero finiti i soldi che sarei riuscito a portarmi dietro dal Brasile.

Alla fine sono stato selezionato per lo scambio a Perugia, ma la mia università ha deciso di non concedermi una borsa di studio. Ho deciso di provarci comunque e la mia decisione è stata basata su una serie di fattori anche di ordine personale.

È dal 2013 che il Brasile è sommerso dalla crisi, fenomeno che è cominciato con motivazioni politiche e che ha concluso un periodo di benessere che era iniziato ai primi anni 2000, con conseguenze disastrose.

Sin da quando sono arrivato a Perugia però, l’8 agosto, non ho smesso di cercare lavoro, e finora senza esito purtroppo. Sono arrivato qui credendo di poter trovare lavoro in meno di un mese, invece sono giá passati quasi tre mesi e non sono ancora riuscito a trovarmi un lavoro.

Dunque faccio busking. Non l’avevo mai fatto in vita mia. Il fenomeno sta cambiando in positivo, ma in Brasile il busking viene associato con la cultura hippie e col detto vagabondaggio.

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Basta che non piova che mi siedo sul pavimento, mi metto davanti la custodia del mio ukulele, lo suono e canto; ho tre posti preferiti dove fare busking, nel centro storico di Perugia: vicino alle scale mobili della Rocca Paolina (sopra o dentro) e in due angoli di Corso Vannucci (uno all’incrocio con via Mazzini e l’altro quasi in Piazza Italia).

Ho conosciuto altri artisti di strada che giorno dopo giorno suonano o espongono e vendono le proprie opere, ciascuno nel suo solito posto, come il basco che suona la chitarra acustica e canta, lo zingaro che danza freneticamente e sempre ridendo, la biondina che suona l’arpa, il tizio dai capelli lunghi che suona la fisarmonica, il pakistano che suona un enorme strumento ungherese che sembra un ibrido tra arpa e vibrafono, l’introverso pelato di occhi blu che suona il free fazz al clarinetto, il buono panciuto dalla barba lunga e bianca che suona la chitarra acustica tra i tavoli dei caffè, il dottore in filosofia che passa la giornata a leggere davanti ai suoi dipinti, l’argentino che vende artigianato, l’intera band rock con batteria, basso, chitarra elettrica e microfono.

Ho anche suonato alla friggitoria di alcuni nuovi amici brasiliani, in un’osteria e in un evento gastronomico brasiliano in un bar. Altre persone si uniscono a me per un breve periodo, come il ragazzo al cajon figlio della proprietaria della friggitoria e tre ragazze che cantano molto bene, una tedesca e due polacche, anche loro studentesse, della stessa età di mio figlio più grande. A volte qualche passante si unisce a me per una sola suonata, come l’italiano che ha suonato la percussione, il nigeriano che ha cantato e l’angolano che ha suonato la chitarra acustica.

Con le monete depositate nella custodia e con gli sporadici lavori di traduzione sopravvivo. Frequento le lezioni di Linguistica, Letteratura italiana contemporanea e Storia della scienza all’Unipg e continuo a cercare lavoro.

Ma cosa canto e suono io col mio ukulele per le strade di Perugia?

Canzoni di gente come Beatles, Lucio Battisti, Velvet Underground, My Bloody Valentine, Modern Lovers, John Lennon, Verdena, Black Sabbath, Raul Seixas, Legião Urbana, Elvis Presley, Black Flag, Modena City Ramblers, Flaming Lips, Motorhead, The Smiths, Tribalistas,Tiromancino, Jorge Ben, Bob Marley, Johnny Cash, New Young, Bob Dylan, The Doors, Queen, Kraftwerk, Tom Jobim, Adoniran Barbosa, Elis Regina, Led Zeppelin, The Cure, Neil Young, Supremes, Ronettes, Temptations, Louis Armstrong, Beirut, Nina Simone, Simon and Garfunkel, Afterhours, David Bowie, Lou Reed, Beach Boys, Tim Maia ecc.

Con questo secondo testo volevo mostrare le differenze e similarità nella vita quotidiana tra il Brasile e l’Italia, alla fine si vedono più similarità che differenze, c’è crisi là, crisi qua, che secondo me sono sintomi di un sistema sociale e economico che non potrebbe mai funzionar bene per la maggior parte delle persone.

Come una Shahrazād rimando la promessa alla prossima puntata del mio diario italo-brasileiro!

Autore dell'articolo: Cesar Zanin

Cesar Zanin

Nato a São Paulo nel 1975, cittadino italiano via Jus Sanguinis. Traduttore (En-Br/It-Br/En-It), musicista e busker, scrittore (vivendo un pò alla Bukowski o Fante), studente (ora in Erasmus presso l’Unipg). Amante di cosmologia, dello zaino in spalla, del vino (poco costoso) e della signorina (con moderazione). Umanista/progressista, fisicalista/naturalista. Fiero amatoriale.