No Art – Robert Bateman, alla scoperta del Preraffaellita dimenticato.

Il libro impossibile da recensire. Il libro perfetto. L’abbiamo pensato ogni volta che ci siamo trovati al cospetto di un’opera dalla trama avvincente, ricca di colpi di scena, mai banale. Raramente però, ci è capitato analizzando un saggio.

Anche se definirlo tale è riduttivo. Per analizzare adeguatamente il volume di Nigel Daly: ‘Robert Bateman – The Lost Pre-Raphaelite’ occorre sottolinearne l’unicità di genere. Porre l’opera all’interno della sconfinata narrativa dedicata all’arte ed alle vite degli esponenti della Confraternita Preraffaellita, significa non sono sminuirla ma deragliare, pesantemente, fuori tema.

Nigel Daly è l’attuale proprietario di Biddulph Old Hall, nei pressi di Stoke-on-Trent in Gran Bretagna, nell’avviarne la lunga opera di restauro, ha ricostruito un mirabile puzzle di scoperte. La magione apparteneva originariamente a Robert Bateman, artista molto vicino agli ultimi esponenti della confraternita, nonché ad esponenti di spicco della pittura vittoriana, quali Solomon e Crane.

Al contrario dei suoi contemporanei, tuttavia, non ha lasciato tracce ed i suoi dipinti sono vere e proprie chicche da asta d’élite. Partendo da questi presupposti, Daly è riuscito a ricostruire una biografia al contrario, partendo da scarsissimi elementi, argomentandola in capitoli che hanno il passo svelto del thriller.

Il linguaggio accademico ma accessibile, ci guida in un viaggio che attraversa i decenni e gli Oceani nel tentativo di ricostruire una figura enigmatica ma autorevole, a cavallo tra i due Secoli.

Il volume (per ora disponibile solo in inglese) è incentrato sulla relazione del pittore con la moglie Caroline, poiché è nella segretezza e nei chiaroscuri del loro amore che Daly ha trovato molti tasselli mancanti, partendo dai loro avi, fino ad arrivare ai loro successori, tramite l’analisi di documenti inediti.

Il viaggio, apparentemente, non è ancora terminato. Il tempo sta rivelando lavori perduti anche sulla vita di James Bateman (il padre dell’artista) che dovrebbero essere il fulcro del volume successivo. Il progetto di aprire la casa al pubblico è già realtà con svariati open day durante l’anno, ma c’è l’intenzione di aumentarli, pur non dimenticando che Biddulph è una residenza privata e come tale, vuole essere preservata.

 

Emanuela Borgatta Dunnett

 

 

Autore dell'articolo: Emanuela Borgatta Dunnett

Emanuela Borgatta Dunnett