No Report -Soldout Completamente Wow per i Thegiornalisti a Milano

-Prendo l’ombrello?
– No dai, tanto siamo al chiuso, ingombra soltanto.

-Ok, allora andiamo!

È iniziata così la serata di giovedì, la destinazione? Il Forum di Assago, concerto-evento dei Thegiornalisti.

Un’ora dopo avrei ammazzato per un ombrello e mi sarei ammazzata da sola per averlo rifiutato.

Dopo un travagliatissimo viaggio, fatto di strade sbagliate, incolonnamenti e diluvi quasi universali la nostra fedelissima Siri ci comunica con la sua tranquillissima voce che siamo arrivate a destinazione.

Non facciamo in tempo ad uscire dalla macchina che ricomincia a piovere, arriviamo alle casse ormai completamente fradice, il trucco sbavato e la messa in piega ormai distrutta.

Concerti così grossi ne vediamo pochi, solitamente preferiamo i piccoli club o comunque locali più “intimi” e per questo il Mediolanum Forum ci sembra enorme, mastodontico.

Dopo mezz’ora, ormai docciate, riusciamo a recuperare i nostri biglietti, il concerto sta per iniziare e saliamo le scale che ci portano al nostro settore mentre sentiamo da dentro la voce di Tommaso Paradiso intonare  “la mia malinconia è tutta colpa tua”, ritornello della nostalgica “Fine dell’Estate”.

Correndo, già urlando le canzoni e ridendo in un misto di emozione, fretta e felicità raggiungiamo i nostri posti, i migliori tra l’altro: riusciamo a vedere tutto il palco e l’acustica è decisamente buona anche se la prima cosa che cattura lo sguardo è indubbiamente l’enorme quantità di gente: gente nel parterre, gente nelle tribune, bambini, ragazzi che si baciano, amici che si abbracciano, ragazzi alle prese con dirette Facebook, Instagram Stories etc.

La band è carica e visibilmente emozionata, d’altronde di strada ne hanno fatta, i Thegiornalisti, negli ultimi due anni e il Forum di Assago (come anche il Palalottoatica che hanno riempito due giorni prima della data milanese) sono due traguardi importanti.

La scaletta come il pubblico è decisamente eterogenea, la band intona pezzi del nuovo disco alternati a pezzi dei tre dischi precedenti, l’omonimo Thegiornalisti, Vecchio e Fuoricampo.

Nonostante i riflettori “mainstream” siano puntati sulla band romana solo da meno di un anno, notiamo con il sorriso e leggero stupore che la gente non smette di cantare nemmeno quando la band apre una parentesi chitarra e voce intonando alcuni tra i pezzi più vecchi della band, come “E allora viva!” o la più conosciuta “Io non esisto” che accende un immenso coro di voci urlanti, quello che potremmo definire un riuscitissimo inno alla friendzone.

Tra una canzone a l’altra si alternano sul palco ospiti importantissimi, il primo Luca Carboni, che con la band canta la sua Luca lo stesso e accompagna Tommaso nella dolcissima “Proteggi questo tuo ragazzo”.
Poi ancora Elisa, che zittisce tutto il forum intonando a cappella l’introduzione di Tra la strada e le stelle e per ultimo Fabri Fibra che, da perfetto showman quale è, fa ballare tutto il pubblico sulle note di Pamplona, pezzo che probabilmente intaserà le nostre radio per tutta l’estate.

Insomma tre ospiti grandiosi sul palco insieme a una band che si conferma esserne decisamente all’altezza.

Dopo una ventina di brani la band scende dal palco per poi risalire per l’acclamatissimo bis che si apre con “Promiscuità”.
Un po’ la pioggia, un po’ la lunghissima scaletta, all’ora del finale la voce quasi non l’abbiamo più, ma non riusciamo a resistere alla tentazione di unirci al coro.
Il concerto si chiude con il pezzo che possiamo considerare la “consacrazione pop” della band: Completamente.

Tra un abbraccio e un ringraziamento la band scende dal palco e la gente si avvia verso le uscite.

Usciamo dal Palazzetto con il sorriso e con la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di davvero importante e di esser testimoni di un momento unico per una band che sta scrivendo la sua bellissima storia.

Le opinioni raccolte da amici incontrati fuori dal Palazzetto sono contrastanti, qualcuno si dice soddisfatto qualcuno azzarda il luogo comune dell’ “erano meglio prima”, qualcuno esce con gli occhi gonfi di lacrime e qualcuno ancora ha da ridire sulla bravura e sulla competenza della band.

Noi sicuramente torniamo a casa soddisfatte e con ancora in corpo tanta voglia di cantare.

– Mad, che cosa ascoltiamo?

–  Dai metti gli 883, oggi sono in vena.

Autore dell'articolo: mpcompagnoni

mpcompagnoni