No Report – Stelle Filanti e Acqua Minerale a Rock sul Serio

E’ stata una serata all’insegna delle ultime novità dell’indie quella di giovedi 20 a Rock sul Serio, festival musicale ormai affermatissimo dell’hinterland bergamasco.
Gli artisti presenti infatti erano i due giovani Giorgio Poi, come apertura, e Gazzelle, entrambi romani e volti nuovi sul panorama italiano ma non per questo meno conosciuti dai fan dell’indie del nostro Paese, grazie soprattutto alle hit che stanno già da mesi spopolando su Spotify come, rispettivamente, “Acqua Minerale” e ” Quella Te”.
Mentre il primo avevamo avuto modo di ascoltarlo in occasione del Mi Ami a maggio, per Gazzelle è la prima esibizione in zona, ragion per cui non mi stupisce che ci sia un pubblico così numeroso e così vario.
E’ una serata all’insegna delle romanticherie, senza dubbio: la voce di Giorgio Poi è calma e pacata e racconta di madonne sul divano e di rospi da ingoiare, i suoni sono molto dolci e suadenti ed è bello guardare la folla semplicemente stare in piedi e cantare, senza spintoni, salti e gomitate nelle costole.
Chicche della serata: un assolo di Giorgio col flauto dolce e la cover di Aurora de ICani (che mi ha resa felicissima) eseguita in perfetto stile Giorgio Poi.
Terminato il concerto , arriva il momento di Gazzelle: camminata traballante, capelli color platino ed accento romano. E’ lui.
Ero davvero molto curiosa di ascoltare live questa nuova cometa dell’indie perchè su di lui purtroppo mi erano giunti all’orecchio i pareri più discordanti, chi mi parlava di delusione, chi di assenza di voce e chi più ne ha più ne metta.
No.
Gazzelle sul palco ha fatto quello che doveva fare: un buon concerto, divertente, coinvolgente e perfettamente in linea con le aspettative. Ha eseguito tutto il suo ultimo album ” Superbattito”, non mancando di aggiungere 2 pezzi nuovi.
Quasi ogni canzone era preceduta da una dedica speciale, come ” Greta”, dedicata ad una ragazza “rossa, con gli occhi verdi e che guidava una Smart”.
Flavio, nome al secolo di Gazzelle, interagisce bene con il pubblico: saluta, ringrazia, racconta aneddoti, è divertente stare ad ascoltarlo tra un brano e l’altro, mentre il pubblico si scalda sempre di più e si accalca alla transenna.
Dal canto mio io ho cercato di resistere alla 16enne che è in me e che chiedeva a gran voce di farsi spazio tra le altre ragazzine sottopalco, ma al bis di “Sayonara” ho dovuto cedere ed è così che mi sono ritrovata a cantarla tra gli spintoni ( perchè sì, qualcuno era riuscito a fare partire il pogo) e le urla delle altre.
Il tutto è finito verso mezzanotte, anche se questo non ha significato un fuggi- fuggi generale come spesso accade, anzi, a Rock Sul Serio è stato bello rimanere a chiacchierare seduti ai tavoli, sorseggiando una birra anche dopo che i concerti erano belli che finiti.

Autore dell'articolo: JenniferLumia