Adriano – “Galleggiare” è il titolo dell’EP d’esordio [No New]

Prima che il mondo si fermasse, tra pane e panelle e passeggiate dentro una Vucciria gremita, in piena festa di carnevale, il che è tutto dire, siamo riusciti a fare due chiacchiere, al termine della sua data palermitana, con Adriano, cantautore siciliano che ha appena lanciato l’ EP d’esordio: “Galleggiare”.

Chi sei tu?

Sono Adriano Di Mauro, ho 26 anni, vengo da un paesino in provincia di Catania, alle pendici dell’Etna e sono un cantautore.

Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica?

Il mio primo ricordo legato alla musica è questa scena in cui mia madre mette un vinile di Carole King. Ricordo che mi piaceva un sacco quando ero piccolo, tanto da ripeterle ogni volta di metterlo; non smettevo di ballarlo.

Qual è stato, invece, il tuo primo approccio alla musica?

Il mio primo approccio alla musica, in generale, è stato cercare di scaricare sul PC dei brani (ride scherzoso). A parte gli scherzi, con uno strumento, ho preso lezioni di pianoforte quando avevo 8 anni. Qualche anno dopo invece ho preso delle lezioni di chitarra, per il resto ho continuato tutto da autodidatta.

Come nasce il progetto Adriano?

Prima suonavo in una band che si chiamava Supersonic Heroes , siamo partiti andando a vivere a Torino, per cercare fortuna lì nel mondo della musica, ma in realtà questa partenza ha causato più lo scioglimento della band che altri grandi passi avanti. In me, però, ha lasciato una consapevolezza. Questa esperienza mi ha dato la possibilità di riflettere, la mia risposta è stata che effettivamente io volevo continuare e vivere di musica. Dunque è iniziata tutta questa faccenda di andarsi a guardare i tutorial per imparare ad usare Ableton ed iniziare a costruire i miei pezzi.
Da qui ho iniziato anche a lavorare sui testi per conto mio, abbandonando l’Inglese, dedicandomi esclusivamente a testi in Italiano. Questo per me è stato qualcosa di forte, perché ti fa mettere veramente a nudo. Non è stato facile devo dire, è stato un qualcosa di faticoso, c’ho messo un po’ per sciogliermi ma poi tutto è venuto sempre con più naturalezza.

Quando ritieni che un pezzo sia pronto?

Mai! (risata divertita) Devo dire che per me naturalmente è più difficile scrivere testi che costruire la parte musicale, quindi quando mi rendo conto che un testo mi dà soddisfazione, allora il pezzo è completo.
Il testo è fondamentale secondo me, anche se, a dire il vero, inizio sempre dalla musica.
Ho lavorato anche su dei pezzi solo strumentali ma non li sento con la stessa potenza o intensità del suonare un brano mentre canto.

L’EP ha tra i suoi brani una connessione o contiene pezzi che hanno semplicemente una propria indipendente entità?

In realtà un po’ entrambe le cose, perché il filo che le lega è che sono tutti brani che ho inciso circa due anni fa, in un periodo di piena sperimentazione con i programmi al computer, di conseguenza ogni brano presenta delle caratteristiche diverse date da questa sperimentazione.
Ogni pezzo, inoltre, nasce da un preciso momento, da una precisa esperienza. Vieniconme, ad esempio, è nata da un viaggio in camper e lì mi è venuta l’idea di scrivere il testo. La stessa cosa per Cosa ci facciamo qui? che è nata da un momento in cui io ero a Catania, a casa della mia ragazza; ho un ricordo nitido della creazione di questo pezzo.
Comunque, tutti brani vengono da un periodo in cui vivevo particolari sensazioni ed esperienze, anche quotidiane.

Quanto significa per te la musica?

La musica la sento come un linguaggio che mi consente di esprimermi in maniera più facile rispetto ad un semplice dialogo. Attraverso la musica mi sento libero di comunicare.

Quanto il dolore e/o la gioia influiscono nel tuo processo produttivo?

Il dolore devo dire poco, mentre la gioia molto. Ti spiego: mi piace l’idea di trasmettere leggerezza alla gente, di farla smettere di pensare, smettere di fare qualunque cosa di fretta, dal lavoro a qualunque altra azione quotidiana e spingerla a godersi il momento. Spero di trasmettere questo attraverso i miei brani.

C’è qualcuno che ti ha ispirato inizialmente a livello artistico o che ti sta ultimamente influenzando?

In passato, sicuramente mi ha influenzato tantissimo Julian Casablancas degli Strokes , quando ancora lavoravo a brani in Inglese, ma tutt’ora sento che qualcosa me la trascino dietro.
Di italiani, sento che successivamente mi hanno influenzato molto Bersani e Cremonini, per la loro scrittura, per la loro leggerezza nei testi. Mi piacciono molto comunque Cosmo, Giorgio Poi e del passato in particolare Sergio Caputo.
Adesso, e tieniti forte perché sarà un po’ spiazzante, mi sento influenzato per alcuni versi da Tyler, the Creator , per un certo tipo di musica che vorrei cercare di incidere e portare avanti.

Come avviene il tuo processo produttivo? Voi siete una band di 4 persone, nonostante il progetto si chiami Adriano. Vorresti quattro Adriano, uno per strumento, o ti lasci comunque influenzare dal resto della band?

No assolutamente, non li vorrei mai quattro Adriano ovunque.
Inizialmente faccio molto io da casa creando le basi dei pezzi, ma in sala prove comunque inevitabilmente ci sono dei momenti in cui loro stessi aggiungono qualcosa di nuovo, che alla fine mi piace e rimane nel pezzo originale.

Come vedi la scena italiana in questo momento e nel futuro prossimo?

Secondo me, è vero che c’è stato questo boom dell’indie e dell’itpop, però per lo più è una catalogazione, per trovare un canale di connessione per un pubblico che funzioni a livello commerciale. Anche perché poi a livello d’ascolto la musica è fatta di suoni, trovi toni e influenze molto diverse tra loro se ascolti bene.
In realtà la scena italiana la vedo molto bene. Quello che sta accadendo, e che adesso in quest’epoca è più facile che avvenga, è che ci sono un sacco di contaminazioni, che rendono il tutto molto più interessate.

Domanda Nonsense: A proposito di artisti italiani, a tuo parere è meglio il tuo baffo glitterato o l’imponente baffo anni ’70 di Andrea Laszlo De Simone?

Ma cosa dovrei dire: il mio baffo glitterato senza ombra di dubbio. Tra l’altro, a proposito, andatevi a cercare il mio filtro del baffo glitterato nella mia pagina instagram: Adrianochefamusica.

(ph. articolo : Concetta Inglima)

Autore dell'articolo: Giuseppe Fossi

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