Caleido e il bisogno di normalità [Intervista]

RIDICOLO” (Pulp Music/Believe) è il nuovo singolo di Caleido, progetto solista di Cristiano Sbolci, che avevamo già conosciuto come bassista dei Siberia.

A proposito del brano l’artista commenta: “La canzone è nata per caso, quasi una sfida, un far navigare la mente oltre gli spazi chiusi del lockdown. Martina è il simbolo della voglia di molti di tornare alla spensieratezza delle origini, a un tempo e un luogo che ci sono sfuggiti di mano e che cerchiamo ovunque. Ho voluto raccontare in modo più diretto possibile la voglia di partire e la voglia di tornare che spesso abbiamo nei momenti in cui ci troviamo lontani fisicamente e non solo.

Con questo brano Caleido avvia la sua collaborazione con Pulp Music, nuova etichetta discografica indipendente con sede a Milano.

Intervista a cura di Egle Taccia

 

“Ridicolo” è il tuo nuovo singolo. Cosa lo ha ispirato?

Non so dire con precisone da cosa sono stato ispirato, posso però dire che durante i tre mesi di “prigionia” mi sono messo a scrivere tanto, un po’ perché volevo chiudere il disco, un po’ anche perché era un modo sano di passare il tempo. Ho fondamentalmente alternato per tutto il lockdown scrittura e yoga e un giorno quasi per caso è arrivata “Ridicolo”, in maniera del tutto inaspettata.

Parla della voglia di partire e di quella di tornare quando si è lontani. Il pezzo ha a che fare con la difficoltà di vivere la propria condizione, di sentirsi a proprio agio nel presente?

Il pezzo ha a che fare con il bisogno di normalità, di tornare a una vita libera sia interiore che esteriore, questo è stato il pensiero predominante che ha portato alla stesura del brano.

Stare con qualcuno significa anche scendere a compromessi?

Stare con qualcuno significa apprezzarne ogni lato, anche il più opposto a te e ammetto che io non sono un grande professionista in questo. Comunque sì, i compromessi sono necessari in ogni ambito, credo che siano il più grande atto di crescita.

Ti abbiamo conosciuto nei Siberia e lo scorso anno hai iniziato il tuo percorso solista. Cosa è cambiato nel tuo modo di stare sul palco, nell’affrontare il live, con questo progetto che ti vede quale unico protagonista?

Sul palco sono lo stesso, mi piace fare un gran casino, mi diverte il live, mi sento come a casa e non scenderei mai. Questo mio progetto solista, a differenza dei Siberia, mi vede davanti al microfono principale, ma per il resto credo di essere lo stesso di sempre.

Stai lavorando ad un nuovo album?

A dire il vero il nuovo album l’ho già registrato, “Ridicolo” è il primo assaggio di un nuovo lavoro con tante anime.

Come vedi il futuro della musica dal vivo, dopo quest’anno tremendo che ha spento la maggior parte dei concerti?

Non so bene cosa aspettarmi, spero però di tornare presto a una normalità, i concerti hanno bisogno di contatto umano, sia per chi canta, sia per chi ascolta. Per adesso godiamoci le situazioni intime, ma incrociamo le dita per il futuro.

Domanda Nonsense: Qual è la cosa che più ti fa provare vergogna?

Sono livornese e non ho mai mangiato il cacciucco.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!