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Caribou, l’armonia all’improvviso [Recensione]

Una delle poche buone cose che ricorderemo di questo 2020 è certamente il fatto che in quest’anno è terminata l’attesa per la pubblicazione di nuova musica da parte di una serie di grandi artisti rimasti troppo a lungo in silenzio. Fra questi rientra certamente il buon Dan Snaith, che ha ci ha finalmente dato la possibilità di ascoltare il nuovo disco del suo principale progetto Caribou, intitolato “Suddenly”.

È proprio un’improvvisa ventata di freschezza ed armonia, questo nuovo disco: dopo oltre sei anni dedicati a “Daphni”, il suo progetto più disco-oriented, ritroviamo Snaith/Caribou più ispirato che mai, fedele al proprio stile minimale e liquido ma allo stesso tempo capace di evolverlo lungo nuove direzioni. Rispetto all’acclamato “Our Love”, il ritmo e le sonorità sono state ulteriormente affinate e levigate, mantenendo chiaramente la vena dance di base, che viene tuttavia unita ad estatiche sonorità ambient mai banali nelle loro melodie; il vortice psichedelico dei più recenti lavori è così sacrificato nel nome di un mood più patinato e di classe, che esalta – quando presenti – le parti cantate, dando vita ad un raffinatissimo cantautorato elettronico.

Il sound ordinato e pulito dell’album e l’accento posto sulle atmofere, rendono “Suddenly” un’opera tutt’altro che monocorde: come l’acqua cheta appena increspata dalla caduta di una goccia dall’alto, magistralmente immortalata nello splendido artwork, assume una nuova imprevedibile forma, così i dodici brani del disco esprimono in maniera ogni volta nuova e vivace quel mood sognante e luminoso che li unisce, costituendo il leit-motiv deell’opera.

“Suddenly” si rivela proprio per questo un titolo azzeccato: tutte le canzoni, senza alcuna eccezione, catturano l’ascoltatore facendogli chiudere gli occhi e lanciandolo in una danza estatica, durante la quale un improvviso crescendo, un beat che sale di ritmo, una distorsione inattesa o un riff improvviso cambiano repentinamente l’intensità ed il colore di questa danza sinestetica, che cattura tanto le gambe quanto tutti i nostri sensi.

Al momento in cui scriviamo questa recensione, l’autoisolamento legato alla pandemia di CoVid-19 ci fa intravedere molto in lontananza il giorno in cui potremo ascoltare dal vivo questi brani, eseguiti da Dan e dalla sua formidabile band: nel frattempo, il consiglio è quello di indossare le cuffie e abbandonarsi alle meravigliose musiche di “Suddenly”, un album dalla bellezza cristallina e terapeutica, in grado di portarci lontano e infonderci speranza grazie al senso di armonia e luce che pervade le sue canzoni.

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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