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Elisa de Munari
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Elisa de Munari, la storia delle donne nel Blues e non solo [Recensione]

“Countin’ the Blues – Donne indomite” è un libro che ha suscitato la nostra curiosità sin dall’annuncio della pubblicazione. Scritto dalla brava Elisa de Munari aka “Elli de Mon”, blueswoman già molto apprezzata sulle pagine di Nonsense e colta studiosa e docente laureata in Dams Musica, questo testo ci ha in realtà offerto molto più di quanto ci potessimo aspettare.

Il filo conduttore di “Countin’ the Blues” è il racconto della storia delle donne nel blues all’inizio del XX secolo: effettuando una sintetica ed attenta ricostruzione della misteriosa vita di queste purtroppo quasi dimenticate protagoniste del Blues, de Munari ci mostra sia la loro importanza sotto diversi aspetti profondamente interrelati. L’aspetto musicale è inevitabilmente figlio del contesto sociale dell’epoca: nato nelle comunità afroamericane, il Blues è figlio di una realtà fatta di dolore e segregazione, all’interno della quale le donne erano sottoposte ad ulteriori abusi ed umiliazioni.

Le storie raccontate negli undici capitoli del libro parlano di artiste ancor oggi poco considerate eppure seminali per la storia della musica moderna come Ma Rainey (autrice del brano che dà il titolo al libro), Bessie Smith, Alberta Hunter, Memphis Minnie: storie di rivincite, riscatto, ribellione al sistema attraverso la grande musica, che per queste donne è diventata lo strumento di riscossa. Animate da uno spirito ribelle e da un desiderio di giustizia, queste grandi figure del blues hanno saputo rompere gli schemi della musica e della società, in alcuni casi diventando al loro tempo delle autentiche star e lasciando il proprio segno indelebile per l’introduzione di un nuovo stile canoro, la personalità capace di tener testa agli uomini, la bravura alla chitarra che in alcuni casi le ha portate a sviluppare uno stile rivoluzionario studiato ancor oggi.

Tuttavia, ciò che accomuna queste figure è stata la capacità di rompere gli schemi e i tabù sociali e sessuali, cantando apertamente di libertà, omosessualità e vivendo in maniera indipendente le proprie vite. Lungo questo binario narrativo, de Munari apre una prospettiva interessante e toccante, raffrontando lo status della donna negli anni ’20 e ’30 del 1900 alla realtà attuale, mostrandoci realtà dei fatti alla mano come la lotta per i diritti non sia ancora conclusa.

In ognuna delle undici sezioni dell’opera, la musicista apre alcuni interessanti sotto-capitoli che danno il via ad importanti riflessioni socio-culturali: in ognuno di questi, ella ci racconta in prima persona l’importanza di queste figure del blues nella sua stessa vita, prendendo da ciò spunto per raccontarci in maniera asciutta ed aperta la sua esperienza e le difficoltà vissute ancora oggi nel suo ruolo di donna/musicista nel contesto della scena italiana e non solo.

Il lavoro di Elisa è impreziosito a questo punto da una toccante e significativa coralità, poiché sono presenti nell’opera ulteriori sotto-capitoli in cui viene data voce ad altre importanti esponenti della scena musicale italiana ed internazionale (Stefania “Alos” Pedretti, Francesca Morello “R.Y.F.”, Maria Antonietta, Helena Velena e tante altre): anche in questo caso, le vite delle blueswoman narrate in “Countin’ the Blues” offrono alle artiste coinvolte spunti di riflessione sulle loro esperienze personali e sullo status della donna in una realtà attuale ancor troppo legata ad una prospettiva bigotta, maschilista e repressiva.

È proprio questo spirito di “sorellanza” unita all’analisi lucida a conferire quel “quid” in più al libro di de Munari: attraverso il filo conduttore che unisce le musiciste di ieri ed oggi, l’autrice attua un’opera di ricostruzione storica importante e ricca d’interesse, offrendo allo stesso tempo una lucida disamina sulla questione femminile e di gender nella società contemporanea.

A rendere efficace la narrazione è lo stile di Elisa, sempre lucido e coinvolgente, mirato a suscitare nei lettori un confronto aperto ed il desiderio di comprensione, esprimendosi anche nell’aspetto più sentimentale e personale senza indulgere in rabbia o compassione. La narrazione di queste incredibili vite è accompagnata da meticolose ricostruzioni storiche, digressioni tecniche dettagliate ma comprensibili a tutti ed importanti analisi socio-culturali, nelle quali l’esperienza personale e delle colleghe musiciste offe un fondamentale e coinvolgente apporto documentario.

“Countin’ the Blues – Donne indomite” è uno dei libri a tema musicale più ricchi ed appassionanti che ci sia capitato di leggere negli ultimi anni. Pubblicato da Arcana Edizioni, il libro è disponibile in formato digitale e sui principali store online.

 

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