Beatrice Fita, in arte Fitza, è una giovane musicista comasca che ha partecipato alla rassegna “Carne Fresca”, il progetto ideato da Manuel Agnelli per valorizzare la nuova scena musicale emergente. Divenuta nota al pubblico grazie alla sua partecipazione a X Factor, Fitza si è esibita presso il club milanese Germi – Luogo di Contaminazione, su invito diretto dello stesso Agnelli, il quale aveva promesso di offrirle uno spazio dopo la sua esclusione agli Home Visit del talent show.
La rassegna “Carne Fresca” nasce per dare voce a musicisti tra i 15 e i 29 anni che cercano visibilità fuori dai canali tradizionali, offrendo performance live su un palco intimo ma attentissimo alla qualità e alla sperimentazione artistica. Fitza si inserisce in questo contesto come una delle protagoniste scelte per rappresentare una nuova generazione di talenti.
Fitza si distingue per una scrittura personale e una vocalità vibrante, capaci di attirare l’attenzione di critici e pubblico fin dalle sue prime apparizioni televisive e poi live. Nonostante la giovane età, la sua musica è caratterizzata da una ricerca stilistica attenta e da una forte autenticità. L’invito di Manuel Agnelli a partecipare a “Carne Fresca” ha segnato simbolicamente il passaggio di Fitza dal circuito dei talent a una dimensione artistica più autonoma e sperimentale, dove può esprimere liberamente la propria identità musicale.
Fitza rappresenta perfettamente l’obiettivo di rinnovamento che Agnelli persegue con “Carne Fresca”: offrire opportunità a chi anima il “sottobosco musicale”, permettendo di rompere chliché e sperimentare sonorità nuove, in un contesto di ascolto autentico e senza filtri.
Intervista a cura di Egle Taccia
Cosa ti ha spinto a candidarti alla rassegna “Carne Fresca”?
La possibilità di avere uno spazio in cui esprimermi, conoscere musicisti con cui confrontarmi e creare occasioni di contaminazione reciproca.
Com’è stato il percorso che ti ha portato ad aprire il concerto degli Afterhours?
Sono stata invitata da Manuel a suonare a Germi, il suo locale, nell’ambito della rassegna Carne Fresca. Quando me ne ha parlato e mi ha proposto di partecipare, ero felicissima.
Di certo non mi aspettavo che mi proponesse anche di aprire i concerti degli Afterhours a Roma e a Milano.
Sono molto grata di aver avuto la possibilità di vivere queste esperienze.
Che emozioni hai provato quella sera, davanti a un pubblico così vasto?
Ero molto in ansia, anche perché sarei stata da sola sul palco, solo voce e chitarra.
Appena sono salita sul palco e ho iniziato a suonare, ho pensato solo a divertirmi, a godermi il momento e a condividere la mia musica.
Sono stata anche molto felice di aver vissuto questa esperienza e queste emozioni insieme agli altri progetti di Carne Fresca presenti a Roma e Milano.
Come sono i rapporti con gli altri musicisti di “Carne Fresca”?
Da parte mia c’è molta stima nei confronti di tutti. Con le persone con cui ho parlato mi sono trovata molto bene.
Pensi che da questo nascerà un movimento, una scena, che potrà cambiare in qualche modo la musica italiana?
Potrebbe rappresentare un trampolino per un cambiamento, per far capire che nella musica c’è anche altro oltre al personaggio.
Mi sembra che, in Italia, spesso si dia più importanza al personaggio che alla musica in sé, che invece dovrebbe essere l’aspetto centrale. Spero davvero che possa cambiare qualcosa anche nel modo in cui la musica viene percepita da chi non la fa.
In che modo Manuel Agnelli e il suo team vi stanno supportando nel vostro percorso?
Ci stanno dando un grande supporto e, soprattutto, credono in noi. Non è una cosa scontata, perché spesso percepisco molta sfiducia nei confronti dei giovani.
Loro, invece, ci dimostrano concretamente di credere in noi: ci hanno fatto aprire i concerti degli Afterhours, ci hanno dato spazio nella compilation Carne Fresca… Tutto questo ci aiuta a crescere e ci dà la possibilità di arrivare alle persone.
Mi racconti di come hai iniziato a fare musica?
Ho iniziato quando avevo 12 o 13 anni, suonando il pianoforte da autodidatta. Poi, intorno ai 14 anni, mi sono avvicinata alla chitarra e poi ho avuto la mia prima band.
Da lì ho cominciato anche a scrivere, e ho capito che volevo esprimere me stessa attraverso la musica, parlare di ciò che provo nei confronti del mondo e delle persone.
Se potessi descrivere la tua musica con una parola, quale useresti?
Malinconia



















































