Il 14 luglio, nell’ambito dell’Estate al Castello, nella cornice magica del Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano, si è tenuta la serata organizzata dall’ANPI provinciale di Milano “80 voglia di libertà”, per celebrare gli 80 anni dalla nascita della Repubblica e dal voto delle donne. Tantissimi gli interventi, il più forte dei quali è stata sicuramente l’intensa interpretazione del monologo, eccezionalmente interpretato da Giulia Angeloni, volto a non dimenticare la figura di Franca Rame e le violenze da lei subite ed esorcizzate attraverso l’arte, che ha scosso gli animi di tutti i presenti.
Successivamente sono iniziati i concerti e sul palco sono salite prima Claudia Buzzetti, una fantastica songwriter che canta in inglese per raggiungere il mondo, e subito dopo l’eccezionale Giulia Mei, visibilmente emozionata, che ha portato i suoi testi forti e intensi sul palco del Castello, offrendoci un live potentissimo e raro, con archi e musica elettronica, con un finale di concerto indimenticabile. Per Giulia Mei questa serata, in cui per la prima volta non è a Palermo per il Festino di Santa Rosalia, ha rappresentato un passaggio particolarmente significativo, grazie anche al suo forte legame con l’ANPI. Come anticipato sopra, si è presentata con una formazione speciale, portando la sua musica su un altro livello, rendendo chiara la sua matrice classica ma anche il suo talento innato per la musica elettronica, in un connubio eccezionale, che ci fa capire quanto sia importante partire dalle proprie radici per poi prendere una strada tutta propria fatta di ricerca e innovazione, accostate a testi potentissimi. Lei che ha fatto di “Bandiera” il manifesto della libertà femminile, sulle orme delle donne partigiane che si sono battute affinché ottant’anni dopo ogni donna potesse essere libera come lei, che quando ha scritto il brano sperava che da lì in poi potesse essere piantato un nuovo seme nel cuore delle donne per andare a costruire qualcosa di più grande e migliore.
Il live inizia con “Cara Allegria”, seguito da “Un tu scuiddari”. Poi saluta il pubblico spiegando come sia un onore essere qui stasera con una formazione in quintetto in esclusiva per l’evento. “Aspettatevi di tutto”. Si va avanti con “Drammarurgia” e “H&M”. Durante la serata moltissimi momenti elettronici, in cui la formazione ha potuto dare il meglio in termini di ricerca musicale e coinvolgimento. Il tema dei genitori è stato ricorrente durante il live, ma anche quello della propria terra. Prima della bellissima “Santa Rosalia”, ha ricordato che oggi a Palermo si celebra il festino in onore della Santuzza e si percepisce in lei un velo di emozione e nostalgia, che si riversano sul brano, uno dei più emotivi della serata. Molti i temi importanti toccati durante le sue interazioni col pubblico. Prima ci ricorda come noi non possiamo salvare nessuno e nessuno può salvare noi, poi dedica “A picciridda mia” alle spose bambine, facendoci commuovere. Il finale è un tumulto con “La vita è brutta”, “Bandiera” e la chiusura con “Bella Ciao”.
Gli altri ospiti della serata sono stati la già menzionata Claudia Buzzetti, Giulia Angeloni, Alessio Lega e altri ospiti, che hanno alternato canzoni e interventi dal forte taglio civile, dando un’impronta corale alla serata, che non si è limitata ad un semplice concerto, ma è stata una vera e propria riflessione collettiva sui temi caldi dei nostri giorni.
A fine evento, dopo aver intonato Bella Ciao, Giulia Mei ha salutato Milano con un messaggio entusiasta, definendo magnifica la sua prima volta al Castello e ringraziando ANPI e il Comune di Milano.
Il live è stato potentissimo, musicalmente ed emotivamente. I brani che si sono susseguiti hanno mostrato il carattere e la forte personalità artistica di Giulia, che con una lunghissima gavetta è riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo nel panorama musicale.
A cura di Egle Taccia




















































