Ne avevamo bisogno. Un Noi generalizzato, un Noi generazionale che non ha mai dimenticato i Bluvertigo e che nel corso degli anni ha sperato in questa benedetta/maledetta Reunion.
Aspetta e spera. Ed eccoli, come se il tempo non fosse mai passato. Morgan con un look biondo e scanzonato, non più giudice di qualche talent ma Leone pronto a sbranare o a farsi sbranare
I Bluvertigo non sono gli Oasis e Morgan non ha lo spessore internazionale da rockstar consumata, eppure nel piccolo di qualche disco di discreto successo i Bluvertigo hanno segnato un’epoca, quella a cavallo del millennio come pochissimi gruppi hanno saputo fare. Bravi e maledetti, strani e difficili. Questi erano negli anni 90 Morgan e soci.
Morgan torna a fare la rockstar sul palco lasciando perdere quegli eccessi che fanno parte del personaggio. O lo ami o lo odi, non puoi restargli indifferente. Il concerto parte verso le 21:20 e già nel pubblico c’è il fermento delle grandi occasioni. Per i Bluvertigo è una specie di prova del nove, grande pubblico, grande occasione, il concerto può prendere la strada del trash o infilarsi nel filone del “cazzo se spaccano di brutto”. Bastano poche canzoni e i tormentoni degli anni ‘90 surclassano i tormenti interiori di Morgan. Il pubblico è over 40, forse over 50. Non ci sono i boomers, già nel 1995 ai tempi di ACIDI E BASI la musica difficile dei Bluvertigo era un pastone indigesto. Con L’ASSENZIO e SONO = SONO siamo già nella fase finale della carriera dei Bluvertigo, a cavallo del 2000, hot abbastanza pop da uscire dal pubblico di nicchia che poteva essere, all’epoca, il target dei fan della prima ora. Morgan ogni tanto si traveste da guru, lancia qualche invettiva contro la AI e contro un mondo che pensa più a far la guerra che a fare arte. La musica non è disumanità e unisce le persone, per forza, anche quando è volutamente divisiva. Non tutti possono apprezzare pezzi come “La Comprensione” o “Sovrappensiero”, già a fine anni ‘90 erano difficili da digerire nonostante quest’ultimo fosse uno dei brani più trasmessi su MTV. MTV, cinquantenni, anni ‘90. Fa strano tornare indietro nel tempo e pensare che “Altre F.D.V” o “Fuori dal tempo” son più vecchie di alcuni artisti che calcano la scena mainstream. Livio Magnini, Sergio Carnevale e Andy Fumagalli non fanno i comprimari, ma come in una sceneggiatura hollywoodiana il protagonista assoluto è Morgan, che in un mix perverso è sia l’eroe che l’antieroe di questo film. Il rock è puro, straziato, mai addolcito dalle mode del momento. I Bluvertigo sembrano dirci: noi siamo così, o ti adatti o non fai per noi. La musica divide e unisce, la musica è benzina dei ricordi. Dov’è il nostro passato? Le nostre emozioni? Cosa stavamo facendo quando abbiamo incontrato per la prima volta la musica di Morgan e soci? I “Cieli neri” sono quelli del 2026, un altro annus horribilis a cui ci stiamo abituando. E tra guerre, morti e invasioni, una serata di aprile illumina Milano. Questa è la musica. Non è la vita, non è la storia, l’arte è solo una fragile compagna di questa esistenza. La scaletta è interessante, quasi 20 pezzi, quasi tutte le hit. Si parte con DECADENZA e via via una playlist di brani a cui forse mancano un paio di pezzoni che avrei voluto ascoltare ( “Il mio malditesta” e “Finchè saprai spiegarti” ) ma parlo da fan della prima ora.
I Bluvertigo tengono botta, il palco non è mai morto, la gente canta e balla, capisce di partecipare a un rito collettivo, lo Zero è tratto, da questa data parte un nuovo percorso, l’ennesimo percorso di Morgan. E senza nulla togliere a tanti artisti contemporanei, un Morgan del genere è sempre il centro del mondo, catalizza l’attenzione. Morgan è questo e lo si ama per questo, non lo si può odiare, è parte integrante della nostra attualità, Morgan è cultura pop contemporanea da studiare a scuola. I suoi limiti e i suoi eccessi sono parte del personaggio e senza Morgan non avremmo avuto pagine memorabili della musica e in Tv.
“La crisi” chiude la prima parte del live, una Crisi che i Bluvertigo hanno vissuto veramente, ma chi di noi non ha mai toccato il fondo?
Quando i Bluvertigo tornano sul palco per il BIS la crisi mistica si trasforma in speranza. C’è speranza. L’arte è più forte delle schifezze di questo mondo impazzito. E non tutti i giovani di questo tempo potranno mai capire il questionario dei tre giorni citato in “Fuori dal tempo”. E speriamo che l’arte sia un antidoto efficace alla cattiveria e alla disumanità.
Forse un giorno capiremo effettivamente il valore dell’arte e forse quel giorno saremo davvero umani. Per ora, grazie a Morgan e ai Bluvertigo abbiamo fatto il pieno di emozioni. In attesa del tour un antipasto godereccio.
Personalmente credo di aver perdonato Morgan per tutti gli eccessi del passato.
A cura di Cristian Brighenti



















































