Una realtà unica nel panorama italiano, diciamolo subito: Francesca Bono, già leader degli Ofeliadorme, e Vittoria Burattini, dietro alle percussioni nei Massimo Volume, hanno formato un duo che non ha termini di paragone nel panorama italiano e, a mio giudizio, anche nel panorama internazionale: già con l’ottimo esordio “Suono in un tempo trasfigurato” avevano fatto capire di poter essere travolgenti e accattivanti (nonchè originali) come poco altro in giro e, adesso, si confermano con questo nuovo lavoro, “Ora sono un lago”, in uscita per Maple Death.
Il loro è un lavoro che si muove tra musica e teatro, dove il suono è legato a un’immagine, a una sensazione, anche se quelle immagini e quelle sensazioni non sono visibili con gli occhi: brani come “Prove d’esistenza / Il gesto” o “Nuda vela” vi lasceranno dentro qualcosa, un’inquietudine, una sincera sensazione di vuoto da colmare in qualche modo; l’elettronica dark – ambient vi avvolgerà e vi ritroverete, mentre i brani scorrono, a lasciarvi abbagliare da un “Acrobata” che si muove sincopato in questo vuoto, piuttosto che a farvi ammaliare da “Fragili danze”, mentre la vostra percezione della realtà sarà stata sufficientemente distorta.
Bono / Burattini hanno quello che hanno pochissime band attuali: un immaginario, un’idea chiarissima di ciò che vogliono essere e vogliono trasmettere e il loro suono è un sasso lanciato nell’acqua scura, che dipana cerchi nell’acqua che si infrangono (come diceva qualcuno) e vi lasceranno interdetti.



















































