Il “Tornado” di Charlie Risso [Intervista]

“Tornado” è il nuovo album di Charlie Risso, dalle atmosfere internazionali e suggestive, che l’artista definisce come un viaggio tra sogno e materia sospeso in un limbo conturbante fatto di dream pop, folk e indie rock, guidato dalla voce di una sirena ammaliante. Mentre il mondo è immerso in un tornado di luci e tenebre.

Intervista a cura di Egle Taccia

 

Cosa possiamo trovare in questo “Tornado”?

“Tornado” oltre ad essere la title track è il nome del disco che racchiude in sè diverse esperienze sonore ed emotive. Stilisticamente “Tornado” è uno dei pezzi più folk/rock del disco e quindi se vogliamo “vecchia maniera”. Proseguendo con l’ascolto delle altre sette tracce, vi troverete racconti onirici, visioni dalle atmosfere magiche, notturne, avvolte spesso da una coltre di nebbia.

Qual è stato il punto di ispirazione da cui sei partita?

“Tornado” nasce dalle polverose profondità della memoria, dal sapore malinconico ma combattivo allo stesso tempo. Questo disco ha origine da un tumulto emotivo ed allo stesso tempo creativo grazie al quale ho potuto spingermi oltre anche dal punto di vista della composizione curando personalmente la pre-produzione.

 

Dove vuoi condurci con questo viaggio onirico?

Ho voluto dar sfogo al mio subconscio, entrare nel vivo dei miei sogni ad occhi aperti, che sono poi il frutto di un’elaborazione personale di diverse vicende di vita vissuta. Il messaggio però è sempre chiaro, ovvero di entrare nel vivo delle questioni affrontando la coltre di nebbia ed aspettarsi presto o tardi di intravedere il sereno dopo la tempesta.

Ci parli delle sonorità che accompagnano i brani?

Tornado” è un disco dalle sonorità che attingono sempre da un folk/ elettrofolk magniloquente, fino a sforare nelle sperimentazioni più rock in alcuni brani (vedi It Makes Me Wonder) il tutto condito con un sapore tra il Lynchiano e l’elettronico.

La notte è la protagonista del disco. Cosa rappresenta per te?

La notte è sempre il momento più intimo per me, momento privo di distrazioni, in cui mi lascio cullare dal mio subconscio creativo e posso dare libero sfogo alla mia sete di fantasia.

Alla fine sei riuscita a trovare quella pace interiore che cercavi?

Penso sia una prerogativa delle persone estremamente sensibili quella di aspirare al raggiungimento della pace interiore senza forse mai pienamente ottenerla.

Per te che ti sei sempre divisa tra Milano e Londra, quanto è difficile rimanere ferma in un luogo a causa di tutte le restrizioni a cui siamo sottoposti?

Non dimentichiamoci della mia città natale, che è la bellissima e difficilissima Genova, città in cui vivo stabilmente con la mia famiglia, dove lavoro e dove ha sede lo studio del mio produttore Mattia Cominotto.

Le restrizioni hanno imposto a tutti una rivoluzione rispetto alle proprie precedenti abitudini, devo dire però che quest’ultimo anno è stato decisamente redditizio per me in termini creativi, ho in qualche modo comunque potuto viaggiare con la mente e confrontarmi, spesso a distanza, con tutte le persone che hanno partecipato al progetto (Marco Pellegrino regista di Dark, Tornado e Nothing at All in uscita a fine marzo, Silvia Badalotti fotografa e filmmaker di incredibile talento ed eleganza autrice del video di WE’RE EVEN uscito il 21/01)…e tanti altri che ringrazio infinitamente.

Adesso però credo sia giunto il momento di riprendere in mano le nostre vite e di riprendere a viaggiare soprattutto in vista di un nuovo tour anche all’estero.

Quindi dita incrociate e pronti a ripartire!

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La verità oggi sta nel mezzo. Quasi sempre⭐

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!