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La ventesima edizione del Mi Ami ci ricorda quanto siano importanti i Festival [Report]

Si è appena conclusa la ventesima edizione del Mi Ami con un grandissimo successo di pubblico, segno della cura costante nella scelta della line up. È il secondo anno che si svolge all’Idroscalo, luogo che riesce a contenere al meglio un pubblico sempre più numeroso e attento, perché il Mi Ami è qualcosa di più di un semplice festival, è un rito collettivo fatto di anime che per quattro giorni mettono in pausa la propria vita e si tuffano in un universo parallelo fatto di musica ed esperienze varie pensate dagli sponsor per rendere ancora più unica l’esperienza del festival.

 

Si parte con un giro sulla ruota panoramica, con vista sull’idroscalo e un tramonto mozzafiato, mentre la musica fa da sfondo e tutto ciò che ci circonda diventa leggero e rarefatto. Al Mi Ami tutto sembra possibile, tutto sembra essere un sogno che prende forma.

 

Una delle cose più interessanti di un festival è che ognuno vive un’esperienza diversa, ognuno ha la sua mappa di concerti che segue attentamente per trovare il proprio tesoro, giostrandosi tra palchi e attività collaterali.

La mia personalissima mappa mi ha portata nella giornata di giovedì 21/5 al concerto dei Brucherò Nei Pascoli, formazione fortissima, che già da qualche tempo sta attirando l’attenzione per la sua attitudine irriverente e punk. Subito dopo è arrivata sul palco la coppia più amata della scena indipendente, Maria Antonietta e Colombre, che hanno fatto impazzire la folla con i loro brani più famosi. Che chimica tra i due! Quanto è stato bello, poi, vedere Colombre seduto sul palco ad ammirare con sguardo sognante Maria Antonietta mentre si esibiva da sola.

Il mio personalissimo concerto più atteso del MI Ami è approdato sul palco Weroad verso le 22.30 ed è riuscito a superare le mie già altissime aspettative. I Ministri, come pochissimi altri, sono una di quelle band del cuore, quelle che possono considerarsi la colonna sonora della vita, i concerti dei momenti importanti. Hanno portato sul palco una carica elettrica, dei visual fotonici e una scaletta per i veri fan, un omaggio al proprio pubblico e alla propria città più che il classico concerto. E noi questa chicca ce la siamo goduta così tanto che a fine concerto ci siamo chiesti dove avremmo trovato le energie e la voce per proseguire il Mi Ami. Una scaletta con brani come “Peggio di Niente”, “Gli Alberi”, “La pista anarchica”, “Buuum”, “Idioti”, “Tempi Bui”, “Terre Promesse”, “Aurora Popolare”, “Comunque”, “Spingere”, ci hanno lasciati sorpresi e felicissimi.

Per noi il Mi Ami poteva concludersi tranquillamente qui, perchè tutte le energie erano volate via al concerto dei Ministri. Ma noi non molliamo!

 

Giusto il tempo di riprendersi e si vola verso il Day 2, una giornata ricchissima di artisti da attenzionare, tanto che tra il pubblico c’era niente di meno che il prossimo direttore artistico di Sanremo, Stefano De Martino. Speriamo porti con sé mezzo Mi Ami nella sua nuova avventura sanremese. La mia personalissima mappa del tesoro mi porta a vedere gran parte del concerto dei Patagarri sulla ruota panoramica, con tanto di tramonto alle spalle del palco. Magia! Ho giusto il tempo di scendere dalla ruota e correre sottopalco. E’ il turno di uno dei concerti più attesi di questa edizione, quello di Tutti Fenomeni. Si parte con La felicità del Cane, letta al pubblico dall’artista in una versione più seriosa, ma altrettanto forte. Dal vivo Lunedì suona come un vero capolavoro, uno di quegli album che resterà nel tempo. Il pubblico non lo molla un attimo, l’attenzione è altissima e la folla in delirio. Sul finale una sorpresa! Giorgio Poi appare sul palco per Love is not Enough, a benedire una delle esibizioni più forti di quest’anno. Neanche il tempo di riprenderci da questo concerto e fare qualche giretto qua e là, che si torna sulla ruota panoramica a vedere un altro concerto incredibile, quello de La Niña, che ha avuto una grandissima consacrazione al Mi Ami. La serata del palco ING si chiude col fantasmagorico live dei Dov’è Liana con tanto di apparizione di Malika Ayane a sorpresa. Che botta! Durante questi live abbiamo fatto qualche incursione nel palco WeRoad per vedere le esibizioni di Faccianuvola e Mecna, che non hanno deluso le aspettative. Giornata totale!

 

Si va verso il Day 3. Ad attenderci il palco WeRoad che ci ha fatti impazzire con le esibizioni di Francamente, Fausto Lama, con la fantasmagorica Mille, che ci ha regalato un live adrenalinico, poi Lamante, Venerus con Cosmo a sorpresa ed il gran finale col live di Motta e l’apparizione di Appino su “La fine dei vent’anni”. Proprio a inizio serata non ci siamo fatti scappare l’occasione di ascoltare Labadessa sul palco Idealista, mentre ahimè non siamo riusciti ad ascoltare uno dei live imperdibili dei Sì! Boom! Voilà! Recupereremo. Che dire dell’esibizione di Marco Castello, capace sempre di portarci su una spiaggia, con tanto di pareo e cocktail in mano.

 

Se ve lo state chiedendo no, non abbiamo avuto le forze per il Day 4 con Cosmo, ma sappiamo che è stato clamoroso.

 

Il Mi Ami è sempre il Mi Ami! Lo aspettiamo per 365 giorni e non ci delude mai.

Al prossimo bacio, anche se quest’anno la famosa insegna non c’era a salutarci all’uscita <3

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