Alzi la mano chi ama il lunedì! Eppure, Tutti Fenomeni è riuscito a farci associare questo giorno a qualcosa di positivo. Lunedì è infatti il suo nuovo album, il terzo, uscito nel 2026, che si presenta come un lunedì interiore, a volte cupo e malinconico, spesso riflessivo, ma sempre aperto verso l’esterno e capace di descrivere i tumulti di questi tempi di solitudine, accompagnati dall’intelligenza artificiale. Dopo quattro anni dal suo ultimo lavoro, l’artista si muove verso qualcosa di più melodico rispetto al passato, mantenendo testi taglienti e modulati con molta intelligenza.
La produzione è affidata a Giorgio Poi, maestro nell’unire melodie pop con arrangiamenti più ariosi, che nell’album vengono sapientemente accostati alle rime dell’artista. Ne viene fuori un lavoro capace di aprire a Tutti Fenomeni un futuro diverso, un’apertura verso un pubblico più ampio, qualcosa di diverso ma coerentemente ancorato al suo passato. Lunedì è un album più vicino alla forma canzone, a quella d’autore, con testi sempre ben congegnati dove la voce parlata di Tutti Fenomeni diventa parte dell’arrangiamento, che si muove tra le tipiche ballad sospese dove forte è la mano di Giorgio Poi e brani più diretti, dove viene maggiormente fuori il piglio dell’artista.
Il fulcro dell’album è l’amore, ma ci sono brani in cui la critica alla società contemporanea si fa più forte, come nel pezzo più geniale del disco, “La felicità del cane”. Si parla di tutti i tormenti della vita quotidiana, dalle relazioni che sono diventate sempre più complicate, a quel senso di inadeguatezza che ci tocca un po’ tutti, passando attraverso le paure e le ansie di questi tempi sempre più complessi ed oscuri.
Mentre i primi lavori erano sicuramente più sperimentali, questo disco è invece di più facile accesso. Nonostante le melodie più catchy, la penna di Tutti Fenomeni riesce a mantenere un piglio originale, che gli permette di rimanere ancorato al suo passato percorso, nonostante la volontà di aprirsi al grande pubblico del pop.
Lunedì è sicuramente un disco che evidenzia una raggiunta maturità artistica, carico di emotività, ma a tratti sorprendente e giocoso. Tratta temi come l’amore, non tralasciando le grandi crisi dei millennials come il lavoro e le difficoltà relazionali, affrontandoli con aria a tratti disarmata e a tratti ironica.
È sicuramente uno dei lavori più interessanti usciti in questa prima parte del 2026, con sonorità che spaziano tra Battiato e I Cani, perfetto per chi ama un pop più ricercato e dà molto peso ai testi.
Brani consigliati: La Ragazza di Vittorio, Mao, Piazzale degli Eroi, La Felicità del Cane, Vanagloria.
A cura di Egle Taccia



















































