Una co-produzione
Officine della Cultura e Vertigo Music
con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Toscana
PICCOLE FRAGILISSIME NOTE
CONCERTO IN MEMORIA DI PAOLO BENVEGNÙ
ORCHESTRA MULTIETNICA di AREZZO
diretta da Enrico Fink
con la partecipazione speciale di NERI MARCORÈ
Domenica 3 agosto
Foiano della Chiana (AR) | Piazza Matteotti – Festival delle Musiche
Lunedì 4 agosto
Fiesole (FI) | Teatro Romano – Estate Fiesolana
Martedì 5 agosto
Pesaro (PU) | Anfiteatro del Parco Miralfiore
Officine della Cultura, la cooperativa aretina fondata nel 1997 da un gruppo di musicisti e riconosciuta dalla Regione Toscana come “Residenza Artistica Culturale” e “Gruppo Orchestrale” dal Ministero della Cultura – Dipartimento Generale Spettacolo dal Vivo, insieme a Vertigo Music annunciano tre date dello spettacolo “PICCOLE FRAGILISSIME NOTE – Concerto in memoria di Paolo Benvegnù”, in cui il gruppo musicale di Paolo “I BENVEGNÙ”, insieme all’ORCHESTRA MULTIETNICA DI AREZZO diretta dal musicista e scrittore ENRICO FINK e con la straordinaria partecipazione di NERI MARCORÈ, darà nuova vita alle sue canzoni più intense e significative.
Il concerto, co-prodotto da Officine della Cultura e Vertigo Music con il contributo del Ministero della Cultura e Regione Toscana, è un intreccio di voci, strumenti e memorie per celebrare un artista che ha segnato la musica d’autore di questi ultimi trent’anni, un tributo alla poetica delicata e potente di Benvegnù, un viaggio tra le sue parole e le sue note, che continuano ad ispirare chi le ascolta.
Il nome richiama “Piccoli Fragilissimi Film”, il primo album solista di Benvegnù contenente brani intramontabili come “Cerchi nell’acqua” e “Il mare verticale” e ripubblicato nel 2024 a vent’anni dall’originale con ospiti speciali come Paolo Fresu, Ermal Meta, Brunori Sas, Tosca, Piero Pelù, Irene Grandi e molti altri artisti estimatori della sua arte.
Queste le prime date annunciate:
Domenica 3 agosto – Foiano della Chiana (AR) | Piazza Matteotti – Festival delle Musiche
Lunedì 4 agosto – Fiesole (FI) | Teatro Romano – Estate Fiesolana
Martedì 5 agosto – Pesaro (PU) | Anfiteatro del Parco Miralfiore
I biglietti per le date di Foiano della Chiana e Fiesole sono disponibili su Ticketone, mentre quelli per la data di Pesaro sono acquistabili su Vivaticket.
Intervista a Luca Roccia Baldini a cura di Egle Taccia
Com’è nata l’idea, urgentissima, di portare in giro il patrimonio culturale che Paolo ci ha lasciato?
L’idea è nata sicuramente da un dovere che mi sento e che ci sentiamo nei confronti di Paolo, di portare la poetica, la filosofia, l’etica del lavoro, le sue parole, la sua musica in giro, è un dovere verso l’umanità italiana. Paolo per me è come un poeta enorme, come Ungaretti, come Pavese, come Cioran, è una persona che ha scritto delle cose potentissime, importantissime, quindi ha un valore enorme per la cultura italiana, questo è sicuramente l’inizio di un ricordo che dobbiamo avere tutti di Paolo, per farlo conoscere sempre di più alle persone e questo anno abbiamo deciso di dedicarlo alle commemorazioni di Paolo, ad una condivisione di questo lutto in modo che insieme, sfiorandoci e abbracciandoci, riusciamo ad elaborarlo e a stringerci, noi e le persone che ci vengono a vedere, quelli che Paolo non chiamava il nostro pubblico, ma il nostro privato, cercare di parlare uno a uno, abbracciarci uno a uno, elaborare il lutto uno a uno, con ogni persona che incontriamo. È nata un po’ così e quest’anno sarà un anno di ricordo.
Quale Paolo porterete in concerto, visto che la sua personalità era ricca di numerose sfaccettature?
Porteremo il Paolo più essenziale, riflessivo e divertente, quindi un Paolo un po’ ad ampio raggio, perché ripercorreremo insieme all’Orchestra Multietnica di Arezzo e a Neri Marcorè, non solo la carriera di Paolo con i pezzi riarrangiati di Paolo Benvegnù, ma anche i pezzi che piacevano a Paolo, quindi i Beatles, Paul Simon, De Andrè, Piero Ciampi. Faremo anche “My Sweet Lord”, che è l’ultimo pezzo che Paolo ha fatto da Bollani in televisione, che abbiamo visto il 30 dicembre, quindi sarà un percorso bello, tra l’altro Paolo si dichiarava proprio uno dei cantanti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, perché avevamo fatto insieme tante cose, tante tournèe, lui cantava insieme a noi dei pezzi del Mediterraneo o nelle varie lingue che cantavano i nostri cantanti, quindi ripercorreremo anche un po’ di storia di questo tipo, di incontri, di incroci, di ascolto, di festa. Vorremmo fare una cosa molto festosa.
Lo racconterete anche oltre le sue canzoni?
Lo racconteremo anche oltre le sue canzoni, attraverso la voce di chi gli è stato vicino da tanti anni, anche attraverso la voce dei compagni dell’ultimo periodo, i Benvegnù, ma soprattutto attraverso degli aneddoti raccontati da Neri, che in realtà ha sfiorato Paolo, perché Neri Marcorè ha fatto un pezzo insieme a noi, che poi è andato a finire nel disco che ha vinto il Premio Tenco, “27/12”, e l’abbiamo fatto a distanza. Lui l’ha registrato a distanza nel suo studio, poi si sono sentiti molte volte, ci dovevamo incontrare, doveva crearsi qualcosa di più bello, di continuativo, e poi alla fine non ce l’hanno fatta a vedersi. Neri lo racconterà a suo modo e sarà sicuramente molto più bravo di me in questo momento, ma sarà molto bello sentirlo dire dalle sue labbra.
Quando ci ha lasciati abbiamo tutti sentito un profondo senso di ingiustizia, perché è successo proprio nel momento in cui la sua musica stava finalmente venendo riconosciuta. Sapete di avere una grande responsabilità nel non dimenticare Paolo e la sua musica?
Certo, lo sappiamo e ci pesa molto, però è come se Paolo, tutte le volte in cui doveva fare quel salto in più, si autosabotasse, è come se si allontanasse sempre. L’ho vissuto quasi come se volesse dirci “Ok, ci siamo arrivati, io vi saluto”. Mi diceva, sempre ridendo, “dobbiamo puntare sul postumo!” e forse quella pacca sulla spalla che ho sentito ultimamente era proprio quello: “Forza, coraggio, ci sono comunque, andiamo avanti.”
Qual è il ricordo più bello che hai di Paolo?
Me lo stanno chiedendo in tanti, ne ho tantissimi ricordi belli in oltre ventidue anni di contatto quotidiano, tantissimi, però cerco sempre di tenerli stretti e di condividerli il meno possibile, però posso dirne due che per me sono fondamentali. Uno era che l’esperienza con Paolo iniziava da quando partivamo per un viaggio a quando tornavamo a casa, era un vivere completamente insieme, parlare, riflettere, parlare di filosofia, suonare, cantare, abbracciarsi, dire cazzate, giocare, suonare. Arrivavamo nei posti magari un’ora prima e lui parlava con tutte le persone, aveva un rapporto privato con tutte le persone, e aveva grande umiltà e gentilezza. Io devo a Paolo l’aver imparato ad essere gentile e accogliente e ad ascoltare tutti, cercare di rendere importantissima la persona che hai davanti, perché abbiamo sempre molto da imparare. Un altro ricordo è legato a quello che è successo dopo la commemorazione, dopo la sparizione del corpo che è diventato cenere, io sono molto materialista, sono realista, però da quel momento è arrivato nel mio giardino un airone bianco, che è stato lì per circa una settimana, un airone bianco spettinato e, appunto, non credo assolutamente alle coincidenze e me la sono vissuta come una pacca sulla spalla, come a dire “ci sono, tranquillo, cerca di stare tranquillo, di non soffrire troppo e di andare avanti.”
Chi gli voleva tanto bene, come me, ricorda ancora il suo essere un uomo d’altri tempi, un vero signore, eppure non sempre la musica ha usato i guanti con lui. Il vostro tributo a Paolo è anche un modo per riscattarlo?
Non è tanto un modo per riscattarlo, sicuramente è un modo per ricordarlo e onorarlo, perché per noi, come ti dicevo, Paolo è un poeta estremo e la cultura italiana, la musica italiana, la poesia italiana hanno bisogno ancora delle parole di Paolo; quindi per noi non è tanto un riscatto, ma è un continuare con umiltà, con tranquillità a dire al mondo e all’Italia che Paolo esiste ed esisterà sempre.
Ci saranno altre date?
Saremo il 5 settembre al Parco Tittoni, però faremo queste quattro date per noi importanti con Neri Marcorè, l’orchestra Multietnica e i Benvegnù, il 3 agosto a Foiano della Chiana in provincia di Arezzo, il 4 a Fiesole, vicino Firenze, il 5 a Pesaro e il 10 a Perugia. Quindi inizieremo in provincia di Arezzo dove è stato molto tempo, dove è nata tutta una parte della scrittura di Paolo e finiremo nella città dove ha vissuto negli ultimi tempi, quindi quest’estate, quest’anno, sarà un anno di ricordo, abbiamo scelto di concludere quest’anno di ricordo il 28 dicembre, ad un anno dal suo ultimo concerto che aveva fatto a Cave, a Roma, poi vediamo, nel mezzo riusciremo in qualche modo a ricordarlo, ci sono tante iniziative, continueremo, continuerò dove riesco, quando mi invitano, a ricordarlo. Sarà un anno di ricordo.



















































