Madame, la promessa dell’anno [Recensione]

Si chiama Francesca Calearo, ma un giorno ha cercato su un simulatore di nomi da Drag Queen e ha scelto: Madame. L’alter ego perfetto, la poetessa delle sue emozioni. Madame è istinto animale, è vergogna, è nudità. È tutto quello che Francesca da sola non riesce a dire e a provare. Ha 19 anni, un album, un ottavo posto e un premio Miglior Testo all’ultimo festival di Sanremo e talento da vendere. Si mostra svestita da maschere e convenzioni nel suo primo lavoro: “Madame”, 16 brani, 46 minuti di racconto di sé. Scava nelle sue solitudini e le regala al pubblico per capirci qualcosa in più. Il passato che non passa, ma è attaccato al presente per dare forma alla personalità di ciascuno. Quello di Francesca non è dei più luminosi. Un approccio prematuro e, forse, traumatico, alla sessualità, una ricerca della propria identità ostacolata dalle interferenze esterne, la prima amicizia a 17 anni e il tentativo di sentirsi parte di un gruppo, a tutti i costi. Eppure quei piccoli o grandi dolori privati e insicurezze personali diventano bellezza in musica.

Il successo di Madame arriva nel 2018, con “Sciccherie”. Il pezzo spopola sul web, c’è chi la apprezza dal primo momento e chi invece la critica, perché “Non si capisce cosa dice”. La metrica è particolare, si ispira alla letteratura classica, da Dante a Petrarca. I testi sono influenzati dal linguaggio di Nabokov (autore di “Lolita”) e dai big della musica rap con cui Francesca ha già avuto possibilità di collaborare. Marracash la sceglie infatti per “MADAME- L’anima”, contenuto in “Persona”, disco più venduto del 2020, ed Ernia per “Fuoriluogo”, per il suo ultimo album “Gemelli”. I featuring non si fermano qui. La penna di Madame è riconoscibile in ogni collaborazione: “Preferisco scrivere piuttosto che cantare”, ha detto a Mara Venier a “Domenica In”. Firma “Non è vero niente”, con i Negramaro, “Alibi” con Mecna”, “Euforia” con Chris Nolan, Tedua, Birthh e Aiello, “.Rosso” con Night Skinny e Rkomi, “Acqua” con MACE e Rkomi, “FCK U” con gli Psicologi, “SPACCATO” con Don Joe e Dani Faiv, “WEEKEND” con Blood Vynil, Lazza e Massimo Pericolo, “DEFUERA” con Marracash, Ghali e DRD. Poi arriva il suo momento. Pubblica “BABY”, “CLITO” e, infine, “IL MIO AMICO” con Fabri Fibra, a preannunciare il suo primo lavoro dopo singoli che le hanno permesso di farsi conoscere ai fruitori della musica digitale.

È il suo momento, è vero. E Madame è pronta a non deludere le aspettative nemmeno nel suo primo tour, che partirà il 3 dicembre da Roma e si chiuderà- salvo nuove date- il 19 dicembre all’Alcatraz di Milano. Sul palco ci sa fare. Ha affrontato quello di Sanremo a piedi scalzi, per entrare in simbiosi con la sua musica. Per sentire il legame con le note, la terra sotto i piedi coincidente con i testi che la tengono aggrappata alla realtà, consentendole, nello stesso momento, di distaccarsene nel processo creativo. È per questo che nelle sue canzoni emerge la crudezza del vero, raccontata senza troppi giri di parole, su basi e produzioni che danno sfumature quasi oniriche alle composizioni. Siamo qui e siamo altrove. Calpestiamo l’asfalto e sbattiamo la testa sul soffitto morbido del cielo.

La disperazione e la salvezza. Francesca commuove, diverte, provoca e stupisce. Non è una, ma è tutte le forme di cui decide di vestirsi. L’hanno definita l’“emblema della fluidità” e, definendola, hanno tolto a questa parola il suo valore e il suo significato. L’hanno definita, ma lei non si definisce mai, forse nemmeno con la sua musica. Di Madame amiamo la libertà, con la quale naviga fra i ricordi che la spezzano e quelli che la costruiscono. Un’anima in lavorazione. Una crescita continua e non interrotta, bensì fortificata, da errori e contraddizioni. È lo stesso percorso che riguarda tutti noi e che finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di cantare. Per farci sentire figli come lei, donne o uomini come lei, bambini, adulti, bugiardi o vergognosamente sinceri. Per farci sentire parte di un universo in cui è lecito avere paura, sbagliare e in cui si può essere giovani e comunque non riuscire a capirci niente di equilibri e felicità. Tu sei la nostra voce, Madame.

Autore dell'articolo: Chiara Trio

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Studentessa di Economia dei Beni Culturali e Dello Spettacolo, ha 19 anni ma al suo primo concerto era nel passeggino, mentre Ligabue urlava contro il cielo. "Il favoloso mondo di Amélie" è il suo film preferito, forse perché, come la protagonista, lascia la testa sulle nuvole, abbandonandosi a una realtà fatta di libri, musica, cinema, teatro e podcast.