Malcky G ci parla del suo nuovo singolo “Wavy” [No New]

MALCKY G, giovane rapper italo americano, dopo aver pubblicato alcuni singoli che gli hanno permesso di farsi conoscere dal pubblico e dagli addetti ai lavori (“Senza orari”, “Mood”, “cereali”, “hit”), ha pubblicato un nuovo singolo inedito dal titolo “WAVY” frutto dell’amicizia che lo lega al collega MAMBOLOSCO.

Il brano è prodotto da Andry The Hitmaker, tra i produttori più apprezzati dalla scena, ed esprime la voglia fortissima che il giovane trapper ha di farsi conoscere dal grande pubblico. Il brano si muove tra atmosfere cupe e ritmate sulle quali si sviluppa il featuring tra i due artisti, le cui voci si combinano in un mix accattivante.

Malcolm Reeves, questo il vero nome dietro a MALCKY G, è un italo-americano figlio d’arte: il papà Mohamed Reeves (nativo del South Bronx), è stato un ballerino internazionale ed ha lavorato con Michael Jackson e da lui e dalla mamma italiana, entrambi appassionati di rap e non solo, MALCKY G ha ereditato la passione per la musica, che se per i genitori era il Rap ora, semplicemente per motivi anagrafici, è la TRAP.

 

Intervista di Egle Taccia

 

 “Wavy” è il tuo nuovo singolo. Cosa vuoi dirci con questo brano?

Diciamo che è una traccia che abbiamo fatto molto in amicizia io e Mambolosco, perché già ci conoscevamo da un anno e mezzo-due e parlavamo da tempo di collaborare. L’abbiamo finita più o meno a gennaio-febbraio, però per colpa del Covid siamo stati rimandati all’altroieri, ma va bene, meglio ora che mai. La produzione è di Andry The Hitmaker, ottimo produttore. Stiamo collaborando molto io e lui, c’è un bel team dietro a questa traccia: è una bella squadra Malcky, Mambo ed Andry, la gente la aspettava.

Alla produzione del brano, come hai detto, troviamo Andry The Hitmaker. Che tipo di lavoro avete fatto insieme sul pezzo?

A noi piace molto la trap, quella molto ballabile, da festa, anzi è proprio questo che puntiamo a fare, far divertire la gente e divertirci noi.

Tornando al tuo rapporto di amicizia con Mambolosco, il mondo del rap e della trap esprimono da sempre un concetto di fratellanza tra artisti molto interessante, che spesso viene oscurato dalla pratica del dissing tra le varie scene. Sono due aspetti che spesso non vengono compresi da chi non appartiene al vostro mondo. Mi sbaglio?

Sì, come dire, magari anche a me non piacciono alcuni generi, ma non mi posso esprimere male al riguardo, perché c’è gente a cui piace e c’è chi ha l’orecchio per quello. Se a te piace una cosa e a me no, questo non significa che non sia di qualità. Ci sono gusti e gusti.

In realtà, però, mi sembra che ultimamente il vostro mondo, che prima era respinto soprattutto dalle generazioni più anziane, stia conquistando sempre più pubblico, sicuramente domina le classifiche…

Sì, assolutamente. Ci vuole un attimo di tempo, secondo me, per ogni novità. La trap fino a tre anni fa era una novità, adesso è mainstream, quindi diciamo che tornando indietro a tre anni fa, essendo una novità, fosse normale che arrivassero più critiche, piacesse a meno gente; poi ha preso piede, si è creata tutta una scena trap e adesso è mainstream, piace a molte più persone.

Come immagini il futuro della musica e dei live dopo questo periodo di blocco?

Secondo me prima o poi si tornerà alla normalità, speriamo presto, io voglio tornare ai concerti, farli ed andare ai concerti di altri artisti. È qualcosa che mi piace.

Questo singolo rappresenta una nuova tappa del tuo percorso, che già ci ha presentato molti brani interessanti. Hai in mente un album dove racchiudere tutti questi singoli?

Per il futuro sto già pensando ad un album, forse vorrei aspettare il momento giusto, però sicuramente in futuro ci sarà, magari con nuove tracce, non andrei a mettere quelle già uscite, ma le sceglierei tutte nuove. Mi piacerebbe molto.

L’immediatezza dello streaming e la possibilità di non dovere per forza presentarsi con un album, portano a una maggiore libertà artistica secondo te?

Beh, sì, alla fine sono dell’idea che più musica fai uscire, più puoi saltare all’occhio della gente; più puoi fare, più i numeri possono andare bene. Eravamo fermi da un po’, ma questa traccia, nonostante fossimo appunto fermi da un po’, sta piacendo alla gente, sta avendo dei bei risultati, però da ora in poi prometto che sarò più costante.

Domanda Nonsense: Qual è stato il tuo mood da quarantena?

I primi giorni sbattevo la testa al muro, però poi ho cercato di renderla più produttiva possibile, magari scrivendo, allenandomi, poi non nascondo che passavo tutto il tempo a giocare al telefono, alla PlayStation, perché non c’era di meglio da fare, ma mi tenevo impegnato abbastanza, non mi sono fatto abbattere.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!