No Book – CTRL, alla ricerca degli ultrauomini

Un piccolo volume verde scuro, sulla copertina del quale è stampata la foto di un’inquietante personaggio in maschera taurina, mentre sul retro, in caratteri argentati, troviamo in ordine sparso titoli dei diversi capitoli. Si presenta così “Gli ultrauomini – Terrestri d’Italia in contatto con altre dimensioni”, secondo volume di reportage a cura della redazione di CTRL Magazine, della quale abbiamo recensito su queste pagine il precedente volume “Stiamo scomparendo”.

In 272 pagine, troviamo la bellezza di 11 reportage scritti, uno fotografico inframezzato ai diversi capitoli e la curiosa conclusione a base di citazioni, statistiche e numeri intitolata “Gran centrifugato finale di ultraumanità”. Quello intrapreso dai reporter collaboratori di CTRL è un nuovo viaggio nell’Italia più insolita e sconosciuta, dedicandosi non più alle minoranze etnico/culturali che lottano per sopravvivere nel mondo attuale, ma ai casi particolari di persone che hanno intrapreso una strada inusuale per realizzare le proprie esistenze: ultrauomini in senso strettamente nietzschiano capaci di sfidare le tradizioni ed il senso comune, attraverso scelte di vita impensabili per la maggior parte di noi.

Nel libro, attraverso ricercate interviste, viene data voce a questi protagonisti di un’Italia che guarda in altre direzioni, diverse dal senso comune. Si va ad esempio dai racconti di un impresario funebre specializzato in crioconservazione al percorso lavorativo e formativo di una tanatoesteta, dall’esperienza socio-religiosa di un maestro della “Quarta via” alla vita ritirata di un convento di suore di clausura nel cuore di Milano. Se vogliamo, sono vite alternative tanto sconvolgenti quanto interessanti, quelle che via via scopriamo nel secondo volume di CTRL.

Dodici storie che i rispettivi dodici autori, con parole o immagini, ci narrano non con taglio sensazionalistico, bensì con interesse e rigore documentaristico e sociologico: il loro intento non è quello di colpire solamente la curiosità del lettore, bensì di fargli osservare la società attuale attraverso gli occhi di questi outsider. Questi protagonisti sono persone apparentemente come tutte le altre, la cui unica e fondamentale differenza è dettata dalle proprie scelte. Con coraggio, coerenza e, talvolta, un pizzico di sana follia, i nostri 11 ultrauomini hanno percorso strade assolutamente al di fuori di ogni convenzione. C’è chi ha scelto guardando al passato, chi al futuro, chi semplicemente ha trovato un rimedio originale per colmare un vuoto interiore.

Ottimamente realizzati, questi reportage sanno coinvolgere il lettore, appassionandolo a queste vicende che vengono tuttavia trattate col dovuto distacco dagli autori. Nonostante la narrazione non nasconda l’interesse e l’emozione provati in questi particolari incontri, in ogni capitolo l’autore analizza criticamente la propria storia. In ogni vicenda, sono i protagonisti a parlare in prima persona, messi sapientemente a proprio agio in modo da lasciarli raccontare senza reticenze situazioni talora assai delicate.

Opera preziosa ed esempio di giornalismo di alta levatura, “Gli ultrauomini” è una lettura ricca di interesse che si fa divorare con avidità in poche serate. Merito principale del libro è la capacità di suscitare nei lettori un vivo interesse che inevitabilmente, almeno per un po’, si traduce nell’acuire lo sguardo attorno a sé. Loro, del resto, vivono in mezzo a noi, e alla fine della lettura viene spontaneo domandarci quante storie come queste abbiamo solamente sfiorato, presi da quella  routine quotidiana che chissà quante volte ci ha impedito di riconoscerli.

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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