No Interview – Antonio Maggio è tornato con “Il Maleducato”

A due anni di distanza da “Amore Pop”, a maggio è stato pubblicato “IL MALEDUCATO” (Avarello Music srl), il singolo che segna il ritorno di ANTONIO MAGGIO.

Il brano è il manifesto di una generazione che troppe volte deve fare i conti con se stessa per cercare un raggio di futuro, che deve fare leva esclusivamente sulle proprie forze e sulla propria buona volontà per ritagliarsi il proprio spazio. È un incitamento, uno stimolo, un incoraggiamento. È una festa, una satira poetica.

Intervista di Egle Taccia

 

“Il Maleducato” è un bel pezzo estivo, che vuole essere da incoraggiamento per le generazioni più giovani, impegnate ad affannarsi per costruire il proprio futuro. Cosa lo ha ispirato?

Non credo tanto alla stagionalità delle canzoni, credo semplicemente nella loro bellezza e nel loro messaggio, a prescindere dal meteo. Questa in particolare mi piace definirla un “manifesto generazionale”, ispirata da alcune chiacchiere fatte con dei miei amici: spunti come tanti altri da cui nascono poi le mie canzoni.

La festa di cui parla il brano è il nostro futuro a cui non siamo stati invitati? 

Esatto. Purtroppo le generazioni che ci hanno preceduto non hanno avuto l’accortezza e il buonsenso di invitarci a questa festa, quindi l’unico modo per prenderci il nostro futuro con le nostre stesse mani é quello di imbucarci a questa festa, perché é un nostro diritto.

 

Vuoi dirci che per ottenere le cose bisogna rimboccarsi le maniche e lottare giorno dopo giorno?

Credo sia l’unico modo possibile. La determinazione fa sempre la differenza.

Cosa vorresti dire, invece, a chi questo futuro ce lo rende sempre più difficile?

Per i trentenni di oggi non è più il tempo di cercare i colpevoli di questa situazione, semmai di fare di tutto per cambiare le cose: dicevo che é un nostro diritto, ma pensandoci bene é anche un dovere che abbiamo nei confronti di chi seguirà dopo di noi.

Anche per te questo nuovo brano vale come incitamento per prenderti quello che meritatamente ti spetta nella musica?

Io cerco di fare al meglio ciò che mi piace, cioè scrivere canzoni. La musica mi ha già dato la cosa più bella di tutte, vivere con lei: tutto ciò che mi darà di più sarà un ulteriore regalo.

Ascoltando il brano mi sono venute in mente le sonorità di Lucio Dalla, avevi in mente lui quando lo hai composto?

Complimento enorme, grazie mille! Non ho mai in mente qualcun altro mentre scrivo le mie canzoni, semmai gli ascolti fatti fino ad oggi possono influire anche indirettamente e inconsciamente sulle atmosfere che creo: questo credo sia normale, perché noi siamo il risultato di ciò che abbiamo ascoltato.

Visto che abbiamo parlato di futuro, cosa dobbiamo aspettarci da te nei prossimi mesi?

I prossimi mesi saranno felicemente impegnativi: mi dividerò tra la promozione de “Il Maleducato” e un po’ di sano live, perché il palcoscenico resta sempre il mio habitat naturale.

Domanda Nonsense: Ti sei mai imbucato a una festa?

Certo, mi é capitato diverse volte. Una volta mi hanno pure sgamato!

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e Qube Music e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!